Non c'è solo Angelo Catalano, da qualche ora ex vice sindaco del Comune di Erice, nell'inchiesta della Procura di Trapani su appalti e favori nel comune della vetta.
L'arresto dell'architetto ha creato grande scalpore in città e non solo. L'accusa per Catalano è di concussione e abuso d'ufficio. Ieri mattina all'alba i Carabini gli hanno notificato l'ordinanza degli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico. Sono stati ricostruiti diversi episodi, che coinvolgono altre sei persone, indagate: Francesca Miceli, consigliera comunale del Pd ad Erice, e già indagata per voto di scambio, il marito Fabio Grammatico, gli imprenditori Matteo Barraco, Giovanni Pomara, Pietro Saullo, l'avvocato Fabio Sammartano (per lui l'accusa è di tentata truffa: avrebbe cercato di ottenere un risarcimento danni dal Comune di Erice, per conto della famiglia Catalano, per un evento mai accaduto). Indagato anche per abuso e falso il dirigente del Comune di Erice, l'architetto Pietro Pedone, che ha aiutato gli inquirenti a ricostruire alcuni degli episodi contestati, come le pressioni per un appalto sulla pubblica illuminazione.
Gli episodi partono dal 2015, ma si concentrano soprattutto nel 2018. Catalano ha nominato difensore l'avvocato Giuseppe De Luca e verrà sentito lunedì per il suo interrogatorio di garanzia. Per lui, al momento, il giudizio è severissimo. Scrivono i magistrati nell'ordinanza che Catalano agiva, "con una pluralità d’illeciti attuati con spregiudicatezza e disprezzo verso l’amministrazione d’appartenenza, derivante dal fatto che, essendo ormai abituato al potere ed a servirsi del proprio ruolo, ha realizzato interessi personali e privati, ritenendosi al di sopra della legge". Le indagini hanno permesso di rilevare, tra l’altro, come alcuni imprenditori, a discapito di altri, "erano soliti aggiudicarsi direttamente lavori pubblici con assegnazione diretta, giustificata da una situazione di disagio e d’urgenza, artatamente predisposta per l’occasione".
In un episodio, ad esempio, ha costretto il titolare di una impresa a interrompere i lavori per andare ad eseguire l’abbattimento di una barriera architettonica nel marciapiede davanti il bar di proprietà del marito della consigliera Francesca Miceli. I carabinieri hanno accertato che per il favore ricevuto quel consigliere contraccambiò votando la delibera per il piano rifiuti, presentandosi in consiglio nonostante stesse poco bene.
Mentre tace il Sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, che fino al 2017 era Sindaco di Erice, l'attuale Sindaco Daniela Toscano, a seguito alle misure cautelari emesse dal G.I.P. di Trapani a carico dell’Assessore Angelo Salvatore Catalano, dopo aver disposto la revoca dello stesso dalla carica di Assessore e vice sindaco, ha provveduto ad affidare all’Assessore Gian Rosario Simonte l’incarico di vice sindaco, riservandosi, nel più breve tempo possibile, di procedere alla nomina del nuovo assessore per completare la composizione della Giunta. Nel contempo il Sindaco ha avviato un’indagine amministrativa interna. Un'indagine che magari poteva essere avviata prima, dato che i rumor su Catalano ad Erice andavano avanti da un anno, con l'opposizione che ha chiesto più volte chiarimenti al Sindaco senza trovare risposta.
Tra i consiglieri più attivi all'opposizione, Alessandro Manuguerra dichiara: “Il tempo del mascariamento é finito. Chiederò subito, come primo firmatario, un consiglio straordinario sul "terremoto giudiziario” che ha colpito il vice Sindaco Catalano e non solo. Inoltre - specifica il rappresentante della minoranza consiliare - chiederò le dimissioni immediate del Sindaco Daniela Toscano. Questa Sindaca e questa Giunta professavano legalità a tutto spiano e invece ho la sensazione che siamo solo all’inizio. Ricordo che Catalano è stato fedelissimo di Giacomo Tranchida è stato dieci anni assessore con lo stesso ad Erice e da due anni è il vicesindaco con Daniela Toscano".