Pd: scintille tra Zingaretti e Faraone
Nicola Zingaretti in Sicilia in tour elettorale per le primarie nazionali del Partito Democratico del 3 marzo.
Non soffiano venti di pace, lo scontro si consuma ancora su posizioni di non riconosciuta legittimità.
Per Zingaretti, competitor di altri due candidati alla segreteria nazionale: Maurizio Martina e Roberto Giachetti, la classe dirigente siciliana è tutta da rifare.
Comincia così, tra le polemiche, il suo intervento a Catania: nessuna legittimazione per il segretario regionale Davide Faraone. La sua vittoria, forse non troppo scontata per la vecchia guarda del partito, non ha rasserenato gli animi.
Eppure, Faraone vince perché la sua avversaria politica, Teresa Piccione, ha deciso di ritirarsi denunciando irregolarità.
A distanza di circa due mesi irrompe la polemica e stamattina Faraone ha tuonato contro ogni sorta di lenzioncina servita a tavolino: “ Da una vita combattiamo contro i notabili delle tessere siciliane che chiedono al papà romano di turno di sculacciare l’insubordinato Faraone in Sicilia. Sapete quanti emissari, grigi burocrati hanno fatto venir giù per dirci, “questo non potete farlo”, “questo non potete dirlo”...
Gente che sconosce il Sud, la Sicilia, che magari si è fatto qui solo una vacanza, che viene in astronave, ci fa la lezioncina e poi torna nella sua comoda poltrona romana. Abbiamo sempre deciso di andare avanti senza di loro, spesso scontrandoci. Non cambierò certo a 43 anni”.
“Fra meno di tre settimane- aggiunge - monteremo i gazebo in tutta la Sicilia per scegliere il segretario nazionale del Pd. Sono felice quando si dà la parola ai cittadini, quando non si ha paura della partecipazione e quando si dice, “vinca il migliore”. In Sicilia, due mesi fa, questa festa è stata rovinata. Abbiamo dovuto smontare i gazebo all’ultimo momento, sono rimasto solo in campo. Il candidato che doveva misurarsi alle primarie è scappato. Perché? Avrebbe perso. Molto più semplice rivolgersi al “paparino” romano che chiedere ai siciliani il consenso. Anch’io ho perso tante volte, ma non mi sono mai sottratto ad una partita che non ho avuto il coraggio di giocare”.
“Un consiglio - conclude Faraone - al governatore del Lazio per il prossimo tour in Sicilia: oltre che venire quaggiù a parlare dell’insubordinato Faraone, la prossima volta può anche dir qualcosa su un altro Davide, Casaleggio per esempio, o magari dir qualcosa sulla porcheria del pacchetto secessione che sta preparando la Lega Nord. C’è ancora tempo, forza! Noi intanto continuiamo a lavorare, non abbiamo il tempo per le polemiche”.
Qualcosa ci dice che le primarie non saranno una festa ma un altro strappo.
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