Le primarie del Pd e la voglia di democrazia
Le primarie del Partito Democratico hanno dimostrato che c’è non un partito ma una comunità che ha voglia di democrazia e anche di esprimerla.
Il voto ha avuto questa valenza, nonostante qualcuno si intesti la vittoria di alcune mozioni. E’ il momento delle riflessioni, perché oltre la bandiera si è voluto dare un segnale, quello di un Paese che deve rinnovare e creare l’alternativa al populismo e alla deriva razzista.
Un risultato importante, così come lo sono stati i gazebo nelle piazze di Palermo e le code, l’attesa ha valso il voto alla democrazia.
Non c’è una nuova storia da scrivere, ci sono persone che hanno deciso di non essere numero, di non essere solo elettori ma di essere parte attiva di un cambiamento fattivo e non di opinione.
Il dato è questo, così come non è possibile pensare, e in questo ha ragione Roberto Giachetti, che il Pd possa fare a meno di Matteo Renzi e chi ignora questo vuol dire che con la politica non ha nulla a che fare.
E i sondaggi danno un Pd in crescita, potrebbe superare i Cinque Stelle.
Il patrimonio umano non va disperso, va rifocillato con una forza aggregatrice che la vecchia e oramai stantia classe politica dei dem non può trovare, in verità non l’ha mai avuta.
Cosa è accaduto sui territori? A Marsala, nonostante si voglia fare credere il contrario, c’è stata una sconfitta del renzismo e c’è stato un afflusso in controtendenza rispetto al 2017, meno il 30%.
Sono tutti partiti con le migliori intenzioni, sembrava dovesse spopolare la mozione Maurizio Martina e invece ha stravinto Nicola Zingaretti. L’Amministrazione è stata compatta, o quasi, su Zingaretti, lo stesso sindaco Alberto Di Girolamo ha fatto una dichiarazione di voto, è in fase di ricostruzione l’asse con Baldo Gucciardi per votare anche Peppe Lombardino alla segreteria provinciale per evitare, ancora una volta, che questa Amministrazione abbia i bastoni tra le ruote.
E difatti è venuta meno la candidatura di Francesco Brillante a segretario provinciale, lanciata da Anna Maria Angileri, che durante una riunione ha proprio sottolineato come il nuovo segretario provinciale dovrà tutelare le amministrazioni targate Pd. Non è questo, però, l’obbligo morale e politico di un partito: si premia chi fa bene, chi lavora bene.
Finiranno le faide interne? Sarà difficile davvero, lo scontro successivo sarà servito sulle segreterie del circolo provinciale e comunale, i zingarettiani puntano tutto su Lombardino, su Marsala ci potrebbero essere delle sorprese.
A livello nazionale al momento si parla di unità, Zingaretti su quali deputati potrà contare? Gli eletti al Parlamento sono tutti di area renziana, è proprio il caso di dire che il meglio deve ancora venire.
Rossana Titone
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