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17/03/2019 06:00:00

Marsala, Rino Passalacqua/2: "L'acquacoltura che si vuole fare allo Stagnone è estensiva"

Continuiamo la nostra intervista all’assessore alle Attività Produttive di Marsala Rino Passalacqua, (qui potete leggere a prima parte). Il secondo tema che riguarda lo Stagnone, oltre alla questione chioschi è anche quello dell’acquacoltura. Una delle cose che ha colpito su questa vicenda è che, non appena è arrivata l’interrogazione, quella di Nuccio, e le critiche, subito c’è stata la replica del sindaco di Marsala e anche lei ha ribadito in diverse occasioni l’importanza di questo progetto. Ce lo vuol spiegare perché è così importante?

Prima di buttare una critica bisogna conoscere il progetto. Essere presi per nemici dell’ecosistema è una cosa che non fa piacere, specialmente a chi ci crede nell’ecosistema. Noi stiamo facendo una miriade di azioni importanti per far rinascere, rivivere e tutelare lo Stagnone, che, inutile che ci nascondiamo si trova in grossa difficoltà. Lo Stagnone ha bisogno di rivalorizzazione.

Possiamo spiegare cosa prevede questo progetto di acquacoltura?

L’università di Trapani, il corso di Biologia Marina impianterà,  - a breve ci sarà la risposta della Regione che dovrà valutare e avallare il progetto che riguarda la realizzazione all’interno di Villa Genna -  un laboratorio per la ripopolazione della fauna marina e allo stesso tempo ci saranno due tipi di acquacoltura, ittica, e quella per le alghe e microalghe e questo si farà all’interno di Villa Genna. Quando i pesciolini e le piccole alghe crescono si portano nella salina fredda delle “Saline Genna” che si trovano di fronte. Abbiamo fatto un protocollo d’intesa che nasce dall’iniziativa dell’assessorato regionale alla Pesca, e ci troviamo assieme, noi come Comune, il Libero Consorzio e l’Università di Trapani che ha bisogno di saline fredde su cui alimentare questa attività. Abbiamo fatto una manifestazione d’interesse, dove dicevamo cosa si doveva fare, e ha risposto il responsabile delle Saline Genna. Individuate le saline si è deciso di fare acquacoltura estensiva. Cosa significa estensiva, significa che queste alghe, microalghe e soprattutto la fauna marina non avrà un nutrimento che provenga da antibiotici e mangimi vari.

E’ pesce che si potrà mangiare?

Certamente e sia il pesce sia le alghe potranno servire per rimpinguare la fauna marina della laguna.

Chi ci dice che l’alga sia della laguna?

Il progetto nasce con l’Ente gestore della laguna. Il massimo della tutela e dell’ecosistema.

Sì, il massimo della tutela e dell’ecosistema di un Ente che per ora non esiste. Assessore Passalacqua, lo Stagnone si è sempre prestato ad essere nursery di tante specie che durante l’inverno abbandonano mari più freddi e vengono allo Stagnone per depositare le uova, ma succede che le bocche sono ostruite tanto che il mare si abbassa sempre più con sempre più sabbia e terra, com’è che questo problema annoso non si riesce a risolvere da parte del Libero Consorzio, ci chiediamo come mai ora c’è questo progetto dell’Università di Palermo?

I cittadini dicono: perché spendere soldi per questa cosa quando c’è lo Stagnone che sta morendo? Per il problema dell’ossigenazione dello Stagnone ci sono le misure dell’assessorato Territorio e Ambiente che ha fatto un bando mettendolo nella misura 6.5.1. Ha fatto una prima finestra di questo bando dove c’era un limite di 400mila euro e sono state selezionati 11 progetti in Sicilia, di cui uno è il nostro, con il quale facciamo il monitoraggio della poseidonia e la possibilità di reimpiantarla. Per quanto riguarda l’ossigenazione idrografica dello Stagnone che cosa è successo: la foce artificiale del fiume Birgi ha fatto sì che con i detriti ostruisse e innalzasse il livello della bocca di tramontana. C’è stato un progetto della ex provincia che riguardava non solo d’escavazione ma con una serie di condutture in collegamento con il mare aperto, la possibilità di riossigenare lo Stagnone. Questo progetto all’epoca valeva 5 miliardi delle vecchie lire ma è stato bloccato dall’assessorato all’Ambiente perché voleva capire cosa ci fosse sotto prima di fare gli scavi. Allora però non c’erano i sistemi georadar per poterlo fare, adesso so che ci sono. Sono stato a Palermo in assessorato, ho incontrato Cordaro perché c’è la possibilità di presentare a breve un progetto importante per la riossigenazione dello Stagnone.

Assessore Passalacqua, Marsala è piena di chioschi, in via Roma, via dei Mille, Porta Garibaldi, adesso anche Porta Nuova. Riusciamo ad avere una città armonica con dei chioschi che non si scontrino con la città, ma che si incontrino.

Ho visto questo esemplare di chiosco a Porta Nuova, è su proprietà privata e ha l’autorizzazione della Soprintendenza. Guardi io ho presentato un regolamento dei chioschi, so che ce n’è un altro del Presidente. C’è questo scontro nelle commissioni ma io sono pronto eventualmente a ritirare il mio, basta che si faccia il regolamento per dare armonia e fare il bene alla città.