Elezioni a Mazara. La rottura Scilla-Torrente, e le corazzate di Quinci e Randazzo
Non esiste campagna elettorale dove non ci sia la rottura di una alleanza, seppure apparentemente solida.
Aleggiava nell’aria da qualche settimana la crisi tra il gruppo di Vito Torrente e Toni Scilla, commissario provinciale di Forza Italia. La loro intesa era quella di procedere insieme per le amministrative del 2019, indicando un candidato sindaco.
Ci si aspettava la discesa in campo dello stesso Scilla, invece proprio sul nome del candidato sindaco per la città di Mazara del Vallo non ci si è trovati d’accordo, troppi tentennamenti, un gioco al ribasso.
Nel frattempo crescevano le ambizioni legittime di altri che si sono candidati e hanno aggregato liste e cittadini, da Salvatore Quinci a Mariella Martinciglio per poi finire con Giorgio Randazzo della Lega e Nicola La Grutta per i Cinque Stelle.
Le mancate e immediate decisioni di quello che a Mazara dovrebbe essere il centro destra, composto da UDC, Diventerà Bellissima e Forza Italia, ha fatto saltare l’alleanza con il gruppo Torrente che armi e bagagli ha traslocato in casa Randazzo, determinando di fatto la candidatura come molto competitiva.
Inutile girarci attorno, i numeri sono numeri e le alleanze pure: al ballottaggio, se mai ci sarà, finiranno dritti dritti Quinci e Randazzo, secondo i pronostici.
A distanza di pochi giorni dalla ufficializzazione della candidatura del centro destra di Benedetta Corrao qualche sassolino dalla scarpa una rappresentante del gruppo Torrente se lo toglie.
Dalla bacheca di Maricò Hopps si legge infatti una lunga disamina su come si è arrivati alla rottura: “ Quando chicchessia parla delle caratteristiche che, nelle diverse riunioni, venivano richieste come necessarie alla figura del candidato sindaco, quando chicchessia parlava di caratteristiche personali, morali e politiche non negoziabili, mi chiedo, quale dei nominativi proposti dal nostro gruppo non rappresentavano quello richiesto? Forse il nome di Alessandro Norrito era personalmente inadatto?
Forse quello di Marico Hopps era moralmente inappropriato? Forse quello di Gianluca Messina era politicamente scomodo? O forse i nominativi di cui sopra erano soggetti discussi e discutibili?
La verità si scorge invece nelle parole delle interviste : Garante! Il nominativo doveva essere garante.
E quale garanzia migliore della cognata di un compare!!!”.
La Corrao, dunque, pare che sia imparentata con qualcuno del centro destra, che ha “l’interesse tutto di portare alla poltrona un garante personale . E in quel caso si che ci sarebbe stato un ostaggio. Un ostaggio chiamato Mazara”.
La città si prepara alle elezioni del 28 aprile, in caso di ballottaggio si tornerà a votare il 12 maggio dalle 7.00 alle 23.00.
In questi giorni antecedenti al rinnovo del consiglio comunale gli attuali rappresentanti dell’aula possono solo porre in essere atti urgenti ed inderogabili.
Le liste potranno essere presentate dal 29 marzo fino al 3 aprile entro le ore 12.00.
Rossana Titone
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