Tangenti a Cinque Stelle, arrestato il presidente grillino del consiglio comunale di Roma
Tempesta in casa Cinque Stelle. Il presidente dell'Assemblea capitolina, Marcello De Vito, è stato arrestato con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma. I carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai sostituti Barbara Zuin e Luigia Spinelli, stanno perquisendo dalle prime luci dell'alba l'appartamento del consigliere comunale grillino. Secondo l'accusa, De Vito avrebbe ricevuto (direttamente o indirettamente) da Luca Parnasi elargizioni in cambio della sua promessa di agevolare l'iter autorizzativo del progetto Tor di Valle e di altri impianti sportivi che il costruttore romano avrebbe voluto realizzare nella Capitale. Il nome del presidente del Consiglio comunale di Roma era già spuntato nelle carte dell'inchiesta sullo stadio, quando, insieme all'ex capogruppo di M5S in Campidoglio Paolo Ferrara, aveva «avanzato la richiesta» a Parnasi di sponsorizzare Roberta Lombardi alle ultime consultazioni elettorali.
Questa ennesima tegola giudiziaria che si abbatte sulla maggioranza pentastellata in Campidoglio potrebbe mettere in bilico Virginia Raggi. Dall'inizio del suo mandato, infatti, la sindaca si è già trovata di fronte all'arresto del suo braccio destro Raffaele Marra, ex responsabile del Personale, condannato lo scorso dicembre a 3 anni e 6 mesi per essersi lasciato corrompere da un altro costruttore, il defunto Sergio Scarpellini. A giugno 2018, invece, a finire ai domiciliari è stato l'ex presidente di Acea, Luca Lanzalone, chiamato dalla Raggi - su segnalazione dei vertici del Movimento - per risolvere i problemi connessi alla realizzazione dello stadio giallo rosso: da qui l'appellativo di "mister Wolf" attribuitogli da Parnasi. Ora Lanzalone è a processo per corruzione, insieme al socio del suo studio legale Luciano Costantini e a Fabio Serini, commissario straordinario dell'Ipa (l'ente previdenziale dei dipendenti comunali). Contemporaneamente altre 15 persone il 2 aprile rischiano di essere rinviate a giudizio per il sistema illecito che ruotava attorno alla realizzazione dell'impianto di Tor di Valle, tra cui Luca Parnasi, l'ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio Adriano Palozzi (Forza Italia), il consigliere regionale Michele Civita (Pd), il consigliere comunale Davide Bordoni (Forza Italia) e l'assessore allo Sport del X Municipio Giampaolo Gola (M5S).
Come se non bastasse, Virginia Raggi, Marcello De Vito e altri due consiglieri grillini di Città Metropolitana di Roma, Carlo Colizza e Giuliano Pacetti, si ritrovano insieme a Nicola Zingaretti e ad altre 100 persone incolpate dalla Procura della Corte dei conti del Lazio per avere contribuito a provocare un danno erariale da 263 milioni di euro per l'operazione immobiliare che ha portato all'acquisto di uno dei due grattacieli costruiti in zona Eur-Castellaccio sempre dallo stesso imprenditore: Luca Parnasi.
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