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05/05/2019 06:00:00

Dai traghetti alle auto. Quando la pubblicità utilizza il vecchio binomio "Mafia-Sicilia"

Sta diventando quasi una consuetudine, una odiosa consuetudine, quella di diverse agenzie pubblicitarie, giornali, riviste o tv straniere di propagandare e pubblicizzare la Sicilia con lo stereotipo del vecchio binomio "Mafia-Sicilia".

Lo fanno nei loro spot e nei loro servizi quando si trovano a raccontare la Sicilia e i siciliani. E’ successo ancora una volta nelle settimane scorse con lo spot per promuovere i nuovi collegamenti dei traghetti della Corsica Ferries, (ne abbiano parlato qui) la compagnia di navigazione francese che collega, appunto, la Francia con la Sicilia via mare, con i suoi traghetti che sbarcano nei porti di Palermo e di Trapani.

La scena dello spot è inequivocabile. C’è un padrino che sembra avere quasi tutte le sembianze del boss di Castelvetrano, Matteo Messina Denaro, che, seduto a tavola in un ristorante, intento a mangiare un piatto di spaghetti, con il classico tono di voce alla Don Vito Corleone dice: "Se vuoi venire in Sicilia devi essere parte della famiglia", ovviamente con l’immancabile sottofondo del mandolino. Insomma, ancora una volta una comunicazione pubblicitaria che fa leva su quella sottocultura mafiosa e che dipinge i siciliani per quello che non sono.

Dopo il nostro articolo, che ha riportato il video dello spot incriminato, sono state diverse le reazioni di associazioni e cittadini del territorio. E’ intervenuta direttamente anche l’assessore al Comune di Trapani e presidente del Distretto Turistico della Sicilia occidentale Rosalia D'Alì che, dopo aver visto il video promozionale, ha scritto una lettera al presidente della Corsica Ferries, invitandolo a modificarlo immediatamente. Assieme al sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, la D’Alì ha evidenziato “l'oggettiva inopportunità di alcuni luoghi comuni contenuti in quello spot”. A quel punto c’è stata da parte della compagnia di navigazione l’immediata sospensione dello spot dopo oltre una settimana di diffusione, anche se sul canale twitter, purtroppo, è ancora possibile vedere i gif con alcune parti del video:

Quello dello spot della compagnia di navigazione francese è solo l’ultimo esempio, purtroppo, di come, ancora oggi, viene associato il binomio mafia-siciliani. Nel 2017, infatti, lo aveva fatto la rivista francese Automotomagazine quando provò sull’isola il nuovo Suv Skoda Karoq.

Lo ha fatto ambientando la prova a Corleone, nel paese che ha fatto da set al “Padrino”. Un video di 8 minuti con l'”acuto” finale. Il giornalista francese alla fine del servizio mostra quanto è grande il bagagliaio, con un “colpo di scena”. L’inquadratura si allarga, il portellone si solleva, mostrando un uomo incaprettato. Quindi la frase shock: “In Sicilia si usa fare così”.

L'umorismo nero della testata non è piaciuto ai siciliani e agli utenti di YouTube, che hanno definito il video "vergognoso". Solo dopo arrivarono le scuse della rivista: “Considerando le reazioni suscitate dal nostro video, Auto Moto Magazine si scusa per i danni e i fraintendimenti generati. Il nostro video, pubblicato sul nostro sito stampa, aveva il solo scopo di informare i nostri lettori, come sempre fatto in queste occasioni. Capiamo che la nostra idea ha generato forte imbarazzo. Non intendevamo arrecare danno a nessuno. Ci dispiace e ancora una volta ci scusiamo per il danno causato”. Qui potete vedere il video:  



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