Caro Nicola Zingaretti, caro fratello di Montalbano, potresti dirmi gentilmente che fine hai fatto? Sono settimane che ti cerco, da quando ho votato il tuo nome alle primarie del Pd, trepidando e sperando in una svolta vera e salvifica di quello che ancora mi ostino a immaginare come “il principale partito della sinistra italiana”. Poi sei scomparso. No, non del tutto a essere sinceri. Qui in Sicilia sei passato lieve come un fantasma, così almeno dicono quei pochi che affermano di averti udito e avvistato in qualche piazza dell'Isola. Ogni tanto vedo spuntare in televisione la tua bella faccia paciosa e sorridente, sempre allegra e rassicurante. Ispiri una sconcertante tenerezza. Pronunci frasi epocali del tipo: “Ci vuole unità”, e poi scompari di nuovo, inghiottito dalle tenebre del buco nero politico in cui da molti anni è precipitata la speranza dei progressisti italiani.
Caro Nicola, in questi giorni, spinto dalla disperazione, io ha cercato di capire se il tuo nuovo Pd abbia lanciato al Paese almeno uno straccio di proposta, fatta di pochi punti chiari e forti, in vista delle elezioni europee del 26 maggio. Ho letto un sacco di giornali. Niente. Ho guardato i telegiornali. Niente di niente. Allora ho digitato su Google la frase “programma Pd elezioni europee”, e finalmente ho trovato quello che cercavo. Sì, ma per accorgermi subito che si trattava del programma renziano del 2014. E mi è venuto da piangere.
Caro Nicola, hai visto quello che è avvenuto in Spagna, dove finalmente un giovane leader ha avuto il coraggio e la geniale idea di alzare un po' la voce per riaffermare gli ideali storici della sinistra? Sarebbe così assurdo e pazzesco immaginare che anche in Italia l'ideale socialista e libertario possa rialzare la testa, riprendersi l'egemonia sulle masse popolari, allargare le ali e rialzarsi in volo per liberare il nostro Paese dall'incubo di un'estrema destra trionfante e arrogante, di un'onda nera reazionaria che mira alla distruzione del sogno europeo e alla restaurazione del più cupo passato sociale e culturale?
Caro Nicola, perdona il paragone triviale, ma mettiamo che il popolo – che ora ti snobba e ti schifa, mentre si lascia incantare da quel galantuomo di Messieur Salvini – sia la signorina Silvani, e che tu sia Fantozzi. Lo sai bene: Fantozzi per la Silvani è solo una “merdaccia”. E lo chiama per disprezzo “Fantocci”. Però ricordi anche che una sera, in un albergo di montagna, il povero Fantozzi ebbe la ventura di bere d'un fiato una magica pozione afrodisiaca, un cocktail tremendo a base di nitroglicerina, paprika strapiccante, alcool puro e altre sostanze esplosive. E come ben sai fece letteralmente impazzire la Silvani.
Ebbene, caro Nicola, perché non provi anche tu a fare così? Senti, io sono l'ultimo degli ultimi tuoi elettori, e perciò mi vergogno davvero a dare dei consigli a te che sei il grande capo esperto e navigato. Però mi permetti di riassumere in una ricetta semplice semplice il magico cocktail che potrebbe stendere il popolo ai tuoi piedi, facendolo impazzire come la Silvani? Io credo che gli ingredienti si potrebbero ridurre a sette. Primo: provvedimenti forti e decisi per rinvigorire lo Stato sociale e per combattere le disuguaglianze. Secondo: togliere i vincoli che paralizzano le imprese, creare lavoro ridando al tempo stesso dignità e sicurezza al lavoro. Terzo: rilanciare concretamente l'ideale di un'Europa federale e solidale. Quarto: promuovere in tutti i modi possibili la scienza, l'istruzione, lo sviluppo tecnologico. Quinto: porre l'Italia all'avanguardia mondiale nella difesa dell'ambiente. Sesto: lotta dura e senza paura per la difesa e la promozione delle libertà e dei diritti umani. Settimo: riprendere con estremo vigore la lotta alla corruzione, all'evasione fiscale e alle mafie.
Ma questi sette punti, riempiti di contenuti concreti, tu li dovresti gridare con voce alta e veemente, e ripetere ovunque senza stancarti mai. Vorrei vederti sorridere molto di meno, e mostrare il volto serio e anche arrabbiato molto più spesso. La signorina Silvani ha bisogno di un amante che la prenda con vigorosa passione. Non del solito intellettuale di sinistra che le si presenti armato d'un mazzolin di fiori. Magari sarà per te un'amara pozione, ma qui ci vuole il cocktail di Fantozzi, credimi caro Nicola. Con l'orda barbarica sovranista e neofascista alle porte, la pilloletta social-neoliberista dello scaduto viagra renziano può fare ormai solo l'effetto di un bicchierino di rosolio. O vuoi davvero che quest'autunno ci si ritrovi a piangere come vitelli sotto l'icona ducesca di Salvini premier?
Sélinos