13/05/2019 21:15:00

Calcio, il Portici accusa il Marsala: "Aggredito il mister". Ma il reclamo è respinto

 Ieri le dure accuse del Portici, che ha denunciato un’aggressione ai danni del tecnico Chianese nel prepartita di Marsala. Quest’oggi la decisione del Giudice Sportivo che, «esaminato il reclamo fatto pervenire a seguito di tempestivo preannuncio dalla S.S.D. Portici 1906 a.r.l., con il quale si deduce l'irregolare svolgimento della gara… in ragione di una aggressione perpetrata da alcuni estranei a danno del proprio allenatore», ha disatteso la versione dei vesuviani e convalidato il risultato di 2-1 maturato sul campo.
Secondo la ricostruzione del Portici, il tecnico Chianese «mentre la squadra attraversava il terreno di gioco per raggiungere gli spogliatoi, veniva colpito da violenti colpi e stramazzava a terra apparentemente svenuto; tale circostanza determinava shock e terrore nell'intera compagine che si apprestava a disputare la gara, in particolare nei due calciatori Russo Marco e De Luca Cicale Salvatore, i quali in stato di evidente shock e preda di conati di vomito, sebbene già in distinta di gara, dovevano essere depennati dall'elenco consegnato all'arbitro, in quanto non in grado di partecipare alla partita».

Il Giudice Sportivo ha tratto dagli «atti ufficiali di gara… un quadro piuttosto difforme rispetto alla ricostruzione offerta dal sodalizio reclamante». In particolare, «nessun riscontro è offerto dalla terna… il referto del Commissario di campo offre una ricostruzione dettagliata, in cui si afferma che mentre i tesserati della società reclamante si trovavano al centro del campo, un appartenente alla società di casa si avvicinava al tecnico ospite e lo colpiva alla nuca tre volte non violentemente, mente gli rivolgeva espressione ostile. Nessun riferimento alle conseguenze patite dall'allenatore e rappresentate nel reclamo da parte del Commissario di campo».

In assenza di riscontri, dunque, il Giudice Sportivo ha rigettato il reclamo, condannando il Marsala ad un’ammenda di 2.200 euro, «per avere: propri sostenitori introdotto ed utilizzato materiale pirotecnico (2 bengala) nel settore ad essi riservato; un proprio tesserato, prima dell'inizio della gara, colpito con la mano, in modo non violento, la nuca dell'allenatore avversario, mentre gli rivolgeva espressione ostile; tale circostanza determinava una situazione di tensione che rendeva necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine. In seguito, l’allenatore avversario accusava uno stato di malessere e richiedeva l'intervento di un medico, circostanza che determinava un ritardo di 30 minuti nell'inizio della gara».

Nel frattempo, è intervenuto sulla vicenda anche il Marsala Calcio, rispedendo al mittente ogni accusa. «La società smentisce con vigore qualsivoglia grave accusa, ribadendo che il diverbio avvenuto sul terreno di gioco (e non nel chiuso dello spogliatoio o del sottopassaggio…) all'arrivo della società ospite, non ha in alcun modo valicato i canoni della dialettica civile e verbale, seppur aspra, e che in ogni caso era uno strascico del clima di tensione ed intimidazione subito dalla nostra squadra a Portici, in occasione della gara di ritorno di campionato».