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06/06/2019 07:00:00

Elezioni province, Musumeci ritira il suo emendamento che doveva fissare la data

Il presidente Musumeci decide di non forzare la mano e ritira l'emendamento che avrebbe dovuto fissare a breve termine una nuova data per le elezioni nelle ex Province. Finisce così una giornata di altissima tensione all'Ars e resta però aperto il problema del governo dei Liberi consorzi e delle Città metropolitane.

Di fronte al muro creato da Pd e grillini, Musumeci ha scelto la via del dialogo. La necessità di una legge urgente è scaturita da un voto trasversale che la scorsa settimana ha rovinato i piani del governo: su ispirazione di una fronda interna al centrodestra era stato approvato un emendamento che cancella in extremis le elezioni già fissate per il 30 giugno. Si tratta di elezioni di secondo livello: a votare sarebbero stati i consiglieri comunali di tutti i territori coinvolti.

Musumeci e il suo movimento, Diventerà Bellissima, non hanno gradito il blitz di Udc, Mpa e pezzi di Forza Italia e hanno proposto ieri stesso un altro emendamento che abroga quello appena approvato e fissa le elezioni a ottobre. Procedura irrituale, di fronte alla quale è insorto il Pd. Antonello Cracolici ha sottolineato che, pur condividendo la proposta del presidente, non si può abrogare una norma prima ancora che venga pubblicata in Gazzetta. In realtà un precedente ci sarebbe - lo fece il governo Crocetta nel 2014 - ma l'opposizione ha alzato ugualmente il muro per mettere in evidenza le crepe nella maggioranza. Per il capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo, «invece di proseguire il balletto sulla data delle elezioni il presidente dovrebbe convocare una seduta d'aula per discutere di asssetto finanziario, gestione del personale, assistenza ai disabili, servizi per la manutenzione di strade e scuole nei Liberi consorzi».

Lupo ha anche sfidato Musumeci: «Se vuole andare avanti sul suo emendamento, ponga la fiducia». Ma il presidente ha sottolineato nel suo intervento che «l'aula è sovrana e non c'è alcuna sfida in corso». Musumeci ha però ricordato che «per volere del governo Crocetta da sette anni si rinviano le elezioni nelle ex Province. E l'Ars ha impiegato da allora ben 39 sedute per distruggere questi enti e dar vita a Liberi consorzi che non sono mai formalmente nati: un disegno cinico». Musumeci ha ringraziato il governo nazionale «per aver accolto in parte le nostre richieste di aiuto»: il riferimento è a un centinaio di milioni che sono in arrivo per tamponare le falle nei bilanci e garantire gli stipendi. Ma poi Musumeci ha accettato di ritirare la sua proposta di votare subito una nuova norma. Deciderà oggi pomeriggio la conferenza dei capigruppo come procedere: verrà scritto un autonomo disegno di legge che fisserà una data concordata fra i partiti per le elezioni e che verrà votato la prossima settimana. Intanto a Roma non sono stati approvati gli emendamenti al decreto Crescita con cui i parlamentari nazionali di Forza Italia chiedevano nuove risorse. E a Messina il sindaco Cateno De Luca si è barricato all'interno della Provincia per protesta.