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22/07/2026 06:00:00

Schifani inciampa sul Defr: la Commissione Affari istituzionali boccia il documento

Nuovo incidente di percorso per il governo guidato da Renato Schifani,  la commissione Affari istituzionali  ha  espresso parere contrario sulle parti di propria competenza del Documento di economia e finanza regionale (Defr). Il parere è stato respinto con quattro voti contrari e tre favorevoli, assenti diversi componenti della maggioranza. A votare contro sono stati Angelo Cambiano ed Erminia Lidia Adorno del Movimento 5 Stelle, Mario Giambona del Partito Democratico e Giuseppe Lombardo di Sud chiama Nord. Hanno invece sostenuto il documento Ignazio Abbate della Democrazia Cristiana, Stefano Pellegrino di Forza Italia e Giuseppe Zitelli di Fratelli d’Italia.

 

Le reazioni

Per le opposizioni, il risultato rappresenta un segnale politico che va ben oltre il semplice esito numerico della votazione.  Il Movimento 5 Stelle legge  la bocciatura come la conferma delle difficoltà interne alla coalizione di governo, sottolineando come alcuni esponenti della maggioranza fossero assenti o abbiano lasciato la seduta prima della votazione. Secondo gli esponenti pentastellati, il documento economico regionale non offrirebbe risposte concrete e avrebbe suscitato perplessità persino tra le fila del centrodestra.

Anche il Partito Democratico interpreta il voto come il sintomo di una legislatura in affanno. Il vicepresidente del gruppo all'Ars, Mario Giambona, denuncia il ripetersi di assenze che finiscono per rallentare l'attività parlamentare proprio mentre la Sicilia è chiamata ad affrontare emergenze legate alla sanità, agli incendi, agli enti locali e alle difficoltà economiche di famiglie e imprese.

 

La maggioranza

Il capogruppo di Forza Italia, Stefano Pellegrino, ridimensiona l'accaduto, sostenendo che il risultato sia stato determinato esclusivamente dalla concomitanza di numerose riunioni delle commissioni parlamentari, circostanza che avrebbe impedito la presenza di alcuni deputati della coalizione. Per Pellegrino attribuire alla votazione un significato politico sarebbe una forzatura, accusando le opposizioni di utilizzare l'episodio come strumento di propaganda senza entrare nel merito dei contenuti del Defr.

Approvato il rendiconto 2022

Il governo Schifani, su proposta dell’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, ha approvato il disegno di legge relativo al Rendiconto generale della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2022.

 

Il documento ha già ottenuto il  parere positivo da parte del Collegio dei revisori dei conti e sarà trasmesso all’Assemblea regionale siciliana per l’approvazione definitiva. Il via libera da parte dell’Ars renderà immediatamente disponibili sul bilancio di previsione 2026 ulteriori 264 milioni di euro, precedentemente accantonati per il ripiano del disavanzo.

Per Schifani “Si tratta di un altro concreto esempio dei risultati raggiunti grazie al lavoro di risanamento dei conti regionali. Risorse che finora erano rimaste immobilizzate nel bilancio potranno tornare nella piena disponibilità della Regione ed essere destinate, già nelle prossime settimane attraverso la variazione di bilancio, a sostenere le famiglie, le imprese e più in generale lo sviluppo della Sicilia”.

 

Schifani in Aula, la relazione

Alle 16 di ieri in ARS il governatore ha presentato la sua relazione, in primo piano i conti della Regione, con una rinnovata, ha detto,  stabilità finanziaria “Creando le condizioni per una programmazione più solida ed efficace”. La Regione insomma è solida: “Con una maggiore affidabilità istituzionale, una più forte capacità di attrarre investimenti e una programmazione delle risorse europee nazionali finalmente orientate alla realizzazione delle opere”.

Conti in ordine per la Sicilia con un avanzo di amministrazione superiore al 5 miliardi di euro, nel rendiconto del 2024 si è chiuso con un avanzo di oltre 2 miliardi e il 2025 beneficia anche della cancellazione del fondo di anticipazione, ha sottolineato Schifani.

Ma sono cresciute pure le entrate tributarie di circa 5 miliardi di euro in tre anni, senza aumentare la pressione fiscale.

Per Schifani c’è un altro dato da cui partire “La capacità di programmare e utilizzare le risorse europee nazionali”. Ha citato la chiusura del programma first 2014 2020, con  3 miliardi e mezzo di euro di fondi europei.

Il nodo poi affrontato è quello che riguardano le inchieste giudiziarie, che hanno visto travolta la maggioranza: “Il mio governo ha mantenuto una linea improntata al rigore, la trasparenza e il rispetto delle istituzioni, quando le circostanze lo hanno reso necessario non si è esitata ad assumere decisioni immediate e anche politicamente difficili, come è accaduto con la revoca di due assessori”. Il riferimento è allo scandalo che ha travolto la Dc.