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18/09/2026 07:00:00

Ars, La Vardera occupa la commissione Bilancio: «Cosa hanno da nasconderci?»

Il gruppo parlamentare di Controcorrente, il cui leader è Ismaele La Vardera, ha occupato l’aula dove si svolge la commissione Bilancio. Lo scontro è sulla composizione delle commissioni parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana. I deputati di Controcorrente, La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro, contestano la mancata presenza di un rappresentante del gruppo all’interno della commissione Bilancio.

 

Una protesta che arriva dopo settimane di interlocuzioni con la presidenza dell’Assemblea. La questione, secondo quanto riferito dai parlamentari, sarebbe stata sollevata già lo scorso luglio con il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, e successivamente riproposta durante i lavori d’Aula e nella conferenza dei capigruppo.

Al centro della contestazione c’è la possibilità per il gruppo di partecipare ai lavori della commissione soltanto in qualità di uditore, senza diritto di voto. Una condizione che Controcorrente ritiene insufficiente, soprattutto in una fase particolarmente delicata per i conti della Regione.

La commissione Bilancio è infatti chiamata a esaminare nei prossimi giorni la variazione di bilancio regionale, una manovra che supera il miliardo di euro. Per i quattro deputati, la presenza ai lavori non può quindi limitarsi alla possibilità di assistere alle sedute: il gruppo chiede di poter partecipare pienamente al confronto parlamentare, con la possibilità di discutere e votare.

 

La posizione

La Vardera spiega le ragioni dell’occupazione: «Il gruppo parlamentare Controcorrente ha presentato centinaia di emendamenti nelle varie commissioni, un lavoro certosino non solo di controllo, ma con PROPOSTE CONCRETE PER LA SICILIA. Il lavoro più importante però è quello della commissione Bilancio, dove davvero si decide tutto. Capite che colpo alla democrazia sarebbe non poter essere nella stanza in cui si decide? Non è un capriccio, ci spetta di diritto: tutti i gruppi parlamentari devono avere una rappresentanza in commissione. Tutti, NOI NO».

La Vardera spiega anche le proposte del movimento: «Abbiamo chiesto di raddoppiare da 10 a 20 milioni di euro le risorse per aiutare le micro, piccole e medie imprese sull’abbattimento degli interessi dei mutui. Abbiamo chiesto che il 30% delle risorse aggiuntive per le imprese sia destinato a chi lavora nei comuni montani, nelle isole minori e nelle aree interne più esposte al rischio di spopolamento, con la convinzione che la Regione debba guardare anche a quei territori che rischiano di rimanere senza imprese, senza servizi e senza futuro.

Abbiamo proposto di portare da 4 a 8 milioni il plafond per il commercio e di allargare le agevolazioni anche alle cooperative di giovani e donne che hanno aperto attività di vicinato negli ultimi tre anni. Abbiamo chiesto di portare al 100% il contributo per i sistemi di sicurezza delle attività commerciali e di destinare il 15% delle risorse alle associazioni antiracket e antiusura, per garantire assistenza legale e psicologica a chi trova il coraggio di denunciare il pizzo.

Abbiamo chiesto più attenzione ai Consorzi di Bonifica, vincolando prioritariamente le risorse al pagamento degli stipendi arretrati dei lavoratori e chiedendo, allo stesso tempo, un vero piano di rientro e di efficientamento. Abbiamo proposto di aumentare da 150 mila a 500 mila euro le risorse per ciascuna delle due linee di spesa destinate all’agricoltura e all’agroalimentare.

Sui rifiuti abbiamo chiesto che almeno il 20% delle risorse destinate alla progettazione venga utilizzato per progettare impianti pubblici di compostaggio e riciclo della plastica. Parlare di rifiuti senza parlare di impianti significa continuare a rimandare il problema.

Poi ci sono proposte che magari sembrano più piccole, ma raccontano un’idea precisa di Sicilia: più accessibilità sui treni POP, biciclette trasportabili gratuitamente a bordo, coinvolgimento delle professionalità siciliane nelle rilevazioni catastali del demanio forestale, più risorse per l'adeguamento stipendiale del personale non dirigenziale».

Il cronoprogramma è lungo. C’è attenzione anche per le famiglie, per l’acqua e per l’ospedale di Gela.

Ed ecco che La Vardera chiede di avere un rappresentante in commissione Bilancio, con la possibilità di voto e non soltanto di ascolto.

 

14 ore di occupazione: «Cosa hanno da nasconderci?»

La notte tra mercoledì e giovedì il gruppo di Controcorrente è rimasto lì, tra sacchi a pelo e sedie: «Crediamo che i diritti vadano difesi anche con azioni eclatanti, dopo 2 mesi di silenzio. Abbiamo seguito tutte le vie istituzionali. Lettere, riunioni, interventi in Aula, nulla. Il regolamento dice che nella commissione più importante i gruppi devono essere rappresentati, siamo l’unico gruppo dell’opposizione a non esserci.

Non ci stanno dando la possibilità di controllare e proporre su una manovra che vale 1 MILIARDO. Cosa hanno da nasconderci? Ci appelliamo al presidente Galvagno, garante di tutti i gruppi parlamentari, affinché pubblicamente ci dica che avremo un componente e cesseremo la protesta. Non è la nostra battaglia, ma quella di migliaia di siciliani che pretendono trasparenza in quello che è il cuore della nostra democrazia».

 

La provocazione di Gianfranco Miccichè

Il deputato di Grande Sud indica prima una strada possibile per far partecipare anche Controcorrente: «L’unica soluzione è che un membro della commissione Bilancio rinunci per un deputato di Controcorrente. Oppure bisognerebbe convincere i capigruppo a rinunciare a uno dei propri componenti».

Infine Miccichè provoca Fratelli d’Italia: «Io chiamerei Ignazio La Russa, che è quello che comanda realmente e a cui Galvagno ha fatto tanti favori e potrebbe chiedergli qualcosa in cambio: potrebbe chiedergli di parlare con Tajani, con Meloni o con chi vuole per liberare un posto in commissione Bilancio e per darlo a La Vardera».