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14/06/2019 06:00:00

Baldo Gucciardi (Pd): "Dopo quattro anni di Di Girolamo, Marsala deve voltare pagina"

 Baldo Gucciardi, deputato regionale per il Pd, in discussione all’ARS il collegato. La Sicilia è sempre in attesa delle riforme, è pure indietro il governo Musumeci.  Il suo partito potrebbe approfittarne per creare una valida alternativa…

Il collegato, anzi i collegati che dagli scorsi mesi invernali appaiono e scompaiono, sono la dimostrazione plastica della mancanza di soluzioni e  dello stato confusionale in cui versa il governo regionale e la sua maggioranza di centro destra. Il collegato non risolverà nessuno dei problemi più urgenti della Sicilia , diciamo che è un’altra occasione mancata per siciliani.

Sui territori la mancanza di un rinnovamento della classe dirigente dem non depone in favore di questo partito. A Marsala il sindaco, Alberto Di Girolamo, dopo 4 anni non ha ancora fatto chiarezza se gli assessori sono del Pd ovvero tecnici, loro si autodefiniscono a secondo delle circostanze ma non disdegnano di fare appelli per il Pd. Mettiamo ordine, lei è la massima carica istituzionale del territorio  e detta la linea del partito. Che succede?

Purtroppo, lo stato di crisi lunghissima del Pd ha bloccato i congressi, e con essi la definizione degli organi  comunali e provinciali lasciando tutto il partito nella palude. Ma al di là dei fatti organizzativi la politica non può fermarsi, ciò che è sicuro è che è venuto il momento, a meno di un anno dalle nuove elezioni comunali, di dire la mia. È sotto gli occhi di tutti come l’esperienza del sindaco Di Girolamo, dopo una fase di normali positive aspettative, è stata improntata alla confusione e ai pasticci. Forse pensava che il Pd, di cui era segretario, e che grazie alle primarie lo ha candidato sindaco , fosse solo uno strumento per raggiungere obiettivi politici e non fosse invece lo strumento che servisse a risolvere i problemi dei marsalesi, attraverso lo sviluppo sociale ed economico di una delle più importanti città della Sicilia.

L’esperienza di Di Girolamo ha spaccato il Pd, i consiglieri seguono la loro strada tranne qualcuno che è rimasto ancorato a qualche assessore. Eppure nel 2020 si parla di una ricandidatura del sindaco uscente e di qualcuno della giunta, hanno la sua approvazione?

Bastano le cose che ho detto prima, fare poi un giro per Marsala, verificare la situazione ambientale in pericolo,  ed ascoltare i cittadini, per sottolineare che un’altra esperienza come quella vissuta a Marsala in questi anni non potrà mai avere il mio consenso. Il Pd ha sbagliato quattro anni fa, oggi è chiaro che dovrà seguire altre vie.

Dopo le dimissioni di Antonella Milazzo lei aveva assicurato al sindaco e  a tutta la giunta la sua vicinanza, poi la rottura. E’ definitiva questa distanza? E a cosa è dovuta?

Io sono rispettoso delle istituzioni pubbliche rappresentative e salvare le scelte elettorali del popolo sovrano è dovere di ognuno e dei partiti. Oggi, però, quell’esperienza è finita per palese incapacità dell’amministrazione comunale a risolvere i problemi dei marsalesi. Queste ragioni sono sufficienti a considerare definitivo il mio giudizio. Quanto alle dimissioni di Antonella Milazzo da segretaria del Pd, quelle appartengono alle dinamiche interne di un partito. Non attengono alla sovranità popolare. Quando ci autorizzeranno i congressi, il Pd Marsala avrà di nuovo un segretario.

Dal porto all’aeroporto, dal Piano di raccolta rifiuti a nessuna programmazione per gli eventi estivi passando per l’agricoltura che non ha avuto alcun rilancio,  i cittadini non sono contenti e la politica scalpita per addossare responsabilità. Lei ha il quadro chiaro? In cosa ha fallito Di Girolamo?

Ha fallito in tutto ciò che lei ha scritto adesso e in ciò che ho detto prima io. Nella bocciatura da parte dei cittadini. C’ è un tempo per parlare ed uno per tacere. Di Girolamo si è voluto assumere ogni responsabilità davanti a partiti e istituzioni senza dialogare con nessuno. Lui ha scelto ogni cosa. Mi sembra che la responsabilità se la sia cercata.

Le elezioni sono finite, la campagna elettorale pure. E’ pronto a scendere in campo per dettare la linea politica sui territori e per non far diventare Marsala, quinta città della Sicilia, terreno di battaglia del PD?

Assolutamente si. Ne ho il dovere istituzionale e politico. Ovviamente insieme a chi è stato tenuto ai margini e a coloro che vedono un nuovo futuro per Marsala.

Si riparte da cosa e con chi?

Si riparte da una discussione ampia con la città. Marsala ha bisogno di voltar pagina. E Marsala ha tante risorse per farla rivivere come merita.