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07/07/2019 06:00:00

Salvinìk e l'esplosione del Pesce Palla

 

Le incredibili avventure

di Salvinìk

e di Crudelia Melòn

 

2° episodio: Salvinìk e l'esplosione del Pesce Palla

 

Una mattina Salvinìk si svegliò con una strana sensazione di vuoto e di nausea. Aveva anche le vertigini, e barcollando raggiunse il bagno, dove tentò di vomitare, ma invano perché anche il suo stomaco era totalmente vuoto. Guardandosi allo specchio non vide se stesso, ma una specie di pesce palla irto di aculei e mostruosamente gonfiato. Fu attanagliato da uno sgomento non meno acuto di quello che aveva provato il protagonista di quel famoso racconto di Kafka nel vedersi trasformato in uno scarafaggio.

Preso dal panico, chiamò allora la mamma con voce implorante: “Mammina, vieni qua, e dimmi che non è vero!”

La mamma accorse preoccupata. (Suo figlio aveva quasi cinquant'anni, ma in realtà era rimasto un bambinone da asilo infantile, permaloso, iracondo, vendicativo, ingordo, dispettoso, fragile e neurolabile). Entrò nel bagno e a momenti fu colta da una sincope nel vedere il suo pargolettone ridotto in quello stato pietoso: “Che Satana ci aiuti! Ecco... lo dicevo io!”

“Lo dicevi? Ma di cosa stai parlando? Spiegati, per tutte le corna dei diavoli che ci girano intorno!”

“Era da giorni che lo stavo notando...”

“Eeeehhh! Cosa?” Salvinìk ebbe un attacco di panico nel vedere adombrata un'ignota e agghiacciante verità.

“No, calmati, sono qui, sono la tua mammina. Sii forte...il problema sono i sondaggi”.

“Che vuoi dire? Io sto male, e tu mi parli dei sondaggi! Bacioni bacioni bacioni bacioni bacioni...”

Salvinìk sparava bacioni a raffica rotolandosi sul pavimento del bagno: era una delle sue solite crisi convulsive epilettoidi. Era la sua reazione bestiale ogni volta che si sentiva minacciato. La mamma lo placò e lo zittì infilandogli in bocca un grosso ciuccio al sapore di Amanita Phalloides (era il gusto preferito da Salvinìk fin da quando aveva tre mesi).

“E piantala co 'sti bacioni del cavolo, che hanno stufato pure me! Affidati a Belzebù nostro patrono. Volevo dirti, appunto, che sono le intenzioni di voto... ad aver gonfiato il vuoto”.

Salvinìk ebbe di nuovo un conato di vomito. Sputò il ciuccio a otto metri di distanza, e in un attimo, proprio come accade ai moribondi che nell'istante del trapasso rivedono tutto il film della loro vita, ebbe la visione del grafico dei sondaggi politici degli ultimi dodici mesi. Il suo partito, la Frega, era passato dal 2 per cento dei consensi all'8, poi al 13, al 18, al 24, al 32, al 38, al 41, al 49, al 54, al 63, al 77, all'88, al 90, e infine al 97 secondo il sondaggio del giorno prima. Rimase imbambolato, impietrito. Stava forse per intuire l'orrenda verità?

La mammina fu sincera e implacabile: “Sì, maledizione mia, i medici mi hanno detto che dopo la soglia del 40 per cento i voti si trasformano progressivamente in vuoti... è una legge fisica, è così per natura, e non c'è niente da fare. La bolla mediatica che tu hai creato con la tua folle propaganda si è ingigantita fino a diventare incontrollabile. Il vuoto s'è gonfiato fino al limite dell'umanamente sostenibile, e ora dobbiamo solo augurarci che il prossimo sondaggio non raggiunga il culmine del 100 per 100”.

“E perché?”, chiese Salvinìk tutto tremante.

“Perché in tal caso esploderai come l'atomica di Hiroshima”.

Mamma e figlio si guardarono in faccia, muti, cupi, attoniti, per più di mezz'ora. Scoccarono le undici, il momento in cui l'ufficio stampa della Frega comunicava ogni giorno i dati del nuovo sondaggio. Gonfio com'era Salvinìk non fu in grado di digitare il sito sul cellulare. Ci pensò la mammina, con le dita sudate e tremanti. Fu questione di un attimo. “Sì, centopercento!!!!”.

Booooooommmm!!!! Un bagliore accecante si vide allora a decine di chilometri di distanza. Ogni forma di vita fu spazzata via nel raggio di ottomila metri. La Frega aveva raggiunto il suo abiettivo... sì, avete letto bene, non è un errore di battitura: Abiettivo, con la “a”. La riduzione della massa elettorale a un unico, gigantesco sciame di insetti velenosi impazziti che vomitavano odio, rancore, insulti e minacce sui tasti degli smartphones. Una palla ronzante di proporzioni inaudite, che per contrappeso aveva trasformato Salvinìk in un terrificante Pesce Palla cosmico... ormai ridotto, però, a una nube tossica di infiniti microframmenti, che come la nube di Chernobyl si diffondeva veloce, leggera, invisibile, impalpabile e letale per i cieli di tutto il Vecchio Continente.

 

Selinos