Reddito di cittadinanza, parte la fase due. Ma in Sicilia non ci sono offerte di lavoro
Comincia oggi la fase 2 del reddito di cittadinanza in Sicilia, ma l'isola si trova impreparata. Non ci sono offerte di lavoro e neanche le scrivanie per i navigator.
L' Anpal Servizi, l’agenzia del ministero del Lavoro che gestisce il reddito di cittadinanza, lancia oggi in tutta Italia la fase due del provvedimento che vedrà partire le convocazioni per l’assegnazione di un "Patto per il lavoro". Si tratta del percorso, attuato dai centri per l'impiego, che sulla carta dovrebbe dare un’occupazione a chi riceve l’assegno).
In Sicilia però non è pronto ancora nulla, eppure la regione è tra quelle con il maggior numero di beneficiari del sussidio varato dal governo gialloverde che ha fatto molto discutere. Come previsto dalla legge, saranno chiamati non soltanto gli intestatari del Reddito ma anche i componenti del nucleo familiare maggiorenni che non sono occupati e che non frequentano un corso di studi. I dati indicano che la gran parte dei soggetti da avviare al lavoro risiede nelle principali regioni del sud Italia: circa il 65% di questi beneficiari proviene da Campania (178.370), Sicilia (162.518), Calabria (64.057) e Puglia (50.904).
Sull'isola però non c'è nulla di pronto per dare il via alla fase due. Non ci sono neanche le scrivanie che i navigator dovranno utilizzare, non sono ancora neanche state ordinate.
A fine giugno la Regione aveva lanciato l'allarme dell'assenza dei fondi per comprare tutta la strumentazione necessaria, sedie, scrivanie pc per i navigator. I fondi sono arrivati ma l'ordine non è stato ancora fatto.
«Rispetto ad una media nazionale che vede 236 disoccupati in carico ad ogni navigator, al sud il rapporto varia dai 379 di Campania e Sicilia ai 377 della Calabria, mentre all’opposto si trovano ad esempio Lombardia e Veneto dove ciascuno dei navigator previsti dovrà fornire assistenza tecnica a 102 disoccupati», viene sottolineato sul sito dell’Anpal.
Una volta convocato, il beneficiario del Reddito di cittadinanza dovrà quindi collaborare con il Centro per l'impiego a mettere nero su bianco quello che viene definito il "bilancio delle competenze» per stipulare il Patto per il lavoro e dovrà rispettare gli impegni previsti, in primis quello di accettare almeno una delle tre offerte di lavoro «congrue» che verranno avanzate, come previsto dalla norma.
Ma in Sicilia il problema è che i centri per l'impiego non hanno offerte di lavoro a sufficienza per i percettori del reddito di cittadinanza.
In tutta l'isola ci sono circa 200 offerte di lavoro, mentre i beneficiari della misura sono oltre 162 mila che dovranno essere convocati nei 64 centri per l'impiego siciliani.
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