13/09/2019 06:00:00

Marsala, querelle sui progetti del porto. Il sindaco Di Girolamo risponde a Giulia Adamo

 “Non c’è un progetto pubblico esecutivo per il porto di Marsala. Non si possono definire progetto quattro linee. E poi i 49 milioni di finanziamento chi li ha mai visti?”.

E’ così che il sindaco Alberto Di Girolamo replica a Giulia Adamo, che ha diffuso agli organi d’informazione una lettera inviata lo scorso 7 agosto dal primo cittadino all’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, avente ad oggetto gli interventi previsti dal Genio Civile per le Opere marittime per la ristrutturazione dello scalo (diga antemurale con opere di messa in sicurezza dei moli foranei, banchine, piazzali ed escavazioni), per i quali, nel gennaio 2017, il governo regionale, aggiornando l’elenco degli interventi previsti nel “Patto per lo sviluppo della Sicilia”, ha previsto una spesa di 49 milioni e mezzo di euro.

Il sindaco Di Girolamo – attacca la Adamo – ha sempre detto che il progetto pubblico del porto non esisteva. E neppure il finanziamento. Ed, invece, proprio lui ne parla in una lettera inviata il 7 agosto all’assessore regionale alle Infrastrutture. Mi pare uno scoop. Con questa lettera, inoltre, il Comune rinuncia, di fatto, ai 49 milioni, chiedendone solo 28 per far realizzare al privato, la Myr, una parte delle opere previste nel progetto pubblico (“Tale previsione – scrive Di Girolamo nella lettera inviata a Palermo – risulta coerente con gli impegni assunti dal sottoscrittore privato in ordine alla realizzazione di infrastrutture pubbliche anche al di fuori del porto turistico”,). Per giustificare questa scelta, il sindaco scrive che i due progetti, pubblico e privato, sono incompatibili. Ma perché? E da quando? Nel 2014, quando io ero sindaco, in una conferenza di servizio, tutti gli enti interessati dissero che i due progetti erano compatibili. E poi perché, per il progetto pubblico, il Comune non ha mai risposto alle richieste di documentazione e incontri arrivate dal ministero delle Infrastrutture?”.

Il sindaco Di Girolamo ha scritto la lettera inviata lo scorso 7 agosto in risposta a una nota pervenuta da Palermo il 22 maggio. “L’assessore alle Infrastrutture – spiega Giulia Adamo – ha scritto al Comune in seguito a mie sollecitazioni”. Il sindaco Di Girolamo, però, che “il progetto esecutivo non c’è” e di conseguenza non ci può essere, concretamente, il finanziamento.

Circa, invece, la compatibilità o meno tra il “progetto pubblico” e quello della Myr per un grande porto turistico, Di Girolamo afferma: “Quando sono stato eletto, nel giugno 2015, mi sono ritrovato con questa situazione. E cioè con l’incompatibilità tra i due progetti. Nell’aprile 2016, siamo riusciti a far firmare l’accordo di programma e con i 28 milioni che abbiamo chiesto si potrà consolidare il molo di ponente, fare la banchina di riva ed escavare i fondali”.

Nel dettaglio, la nota del Comune spiega che le soluzioni del progetto pubblico di messa in sicurezza (redatto dal Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche Sicilia-Calabria), comprende parti che l’Accordo di Programma pone a carico della Myr e non sono conformi con il Piano Regolatore portuale (approvato con l’Accordo di Programma) e con le previsioni tecniche, in parte modificative, “proposte dallo stesso soggetto privato nella fase di redazione del progetto esecutivo sottoposto agli organi di controllo (Collegio di Vigilanza e Commissione tecnica)”.

Eppure, in precedenza, i due progetti erano stati resi compatibili in seguito a un lavoro condotto in collaborazione tra i tecnici del Comune di Marsala e quelli della Myr. Tra l’altro, tale lavoro di armonizzazione si era tradotto nell’impegno, da parte della Myr, a scavare i fondali fino a 7 metri e a diminuire del 35% i volumi di costruzione. In cambio, il Comune dava il via libera alla concessione del bacino portuale marsalese alla Myr per 40 anni. Ma dopo le dimissioni di Giulia Adamo e la gestione del commissario Bologna, c’è stata una revisione di tale accordo e, di fatto, i due progetti sono tornati non compatibili.

A questo punto, per non rinunciare ai fondi che la Regione avrebbe, forse, destinato al porto di Marsala rimangono due possibilità. O riprendere il vecchio progetto di messa in sicurezza, riportando in Consiglio comunale il Piano regolatore del Porto per una nuova modifica, oppure accantonarlo e presentare un nuovo progetto compatibile con quanto previsto dall’Accordo di Programma. 

Per Giulia Adamo, naturalmente, la soluzione da preferire è la prima e a suo giudizio appare “inspiegabile” l’atteggiamento seguito dall’attuale amministrazione comunale. La Adamo torna a sottolineare anche il mancato riscontro del Comune alla convocazione del Ministero dell’Ambiente per la procedura Via/Vas, che si è conclusa negativamente in quanto la documentazione prodotta non risultava sufficiente “ad evidenziare una situazione di gravità e pericolosità dello stato dei luoghi tale da giustificare una procedura d’urgenza”. E proprio il mancato rilascio dell’autorizzazione Via/Vas porta il sindaco Di Girolamo ad affermare ancora di non aver trovato “nessun progetto di messa in sicurezza” e a preferire una nuova progettualità rispetto al completamento dell’iter avviato con la giunta Adamo. Intanto, quando siamo al 13 di settembre, si attende l'inizio dei lavori per la realizzazione del Marina di Marsala.