23/09/2019 16:16:00

La strage di pecore a Marsala. Il proprietario del gregge: "Ecco come è andata"

Sta suscitando tante reazioni e tanti commenti su facebook il nostro articolo sul branco di cani che ha attaccato e fatto strage di pecore in un ovile marsalese. 

Secondo alcuni commenti, infatti, non sarebbero stati i cani. "A me non sembra affatto un branco di cani. E poi tutte queste pecore poverine..." scrive su facebook Irene. "Non è vero... i cani non possono fare tutto sto macello...", è il commento di Isabella. 

A fare chiarezza, su tutta la vicenda, invece, è lo stesso proprietario del gregge, Paolo Centonze, che interviene per spiegare come sono andati i fatti, inviando anche le foto che potete vedere qui a lato. Qui di seguito il commento di Centonze:

"Vedo che questo articolo ha suscitato in voi tante reazioni, ahimè molte di queste reazioni sono assurde. Io sono il pastore in questione e ci tengo a mettere chiarezza in questa assurda e triste vicenda così da far tacere certe bocche insolenti.

 Forse non sapete, per ignoranza o perché non siete del mestiere, che un branco di cani che accerchia un gregge non lo fa mai con l'intento di 
mangiarselo, ma semplicemente lo aggredisce a morsi e basta.
 

Per intelligenza, che vedo che scarseggia ad alcuni di voi, potevate benissimo dedurre che un branco di cani mai potrebbe assalire oltre 190 pecore. Le pecore che non sono morte a causa dell'aggressione sono state schiacciate dalle altre che cercavano riparo e sono quindi morte per asfissia.

Vi sto dando queste spiegazioni non perché io ve le debba, ma semplicemente perché non permetto a nessuno di infangare il mio nome e il mio mestiere. Alcune volte il silenzio è d'oro e quando non si sanno i fatti veramente è consigliabile tacere e farci bella figura cosa che alcuni di voi non hanno fatto. Non mi sono messo a rispondere a ciascuno di voi, soprattutto a coloro che mi accusano di dire il falso perché siete da querela e non mi abbasserei mai ai vostri bassi livelli. Vi serva da insegnamento tacere sulle disgrazie altrui"