02/10/2019 08:00:00

Unabomber siciliano, sì alla perizia neuropsichiatrica per Roberto Sparacio

Perizia neuropsichiatrica per accertarne la capacità di intendere e di volere, «al fine di verificare le condizioni di imputabilità», per Roberto Sparacio, l'ingegnere informatico palermitano di 51 anni responsabile dell'esplosione di una pen drive avvenuta nell'ottobre del 2018 nella Procura di Trapani e che provocò il ferimento dell'ispettore di sezione di Polizia giudiziaria Gianni Aceto.

Il gip Emanuele Cersosimo ha accolto, infatti, la richiesta di «giudizio abbreviato condizionato» avanzata dall'avvocato Carlo Emma, difensore dell'indagato che è stato arrestato dalla squadra mobile nell'operazione «Unabomber Pantelleria» nel maggio scorso, a otto mesi di distanza dall'esplosione.

Il legale, oltre alla perizia, ha chiesto anche l'ammissione di documenti relativi a procedimenti immobiliari a carico della famiglia dell'ingegnere. Sparacio, appartenente a una famiglia facoltosa con interessi economici tra Trapani e Pantelleria, avrebbe messo in atto la sua capacità di costruire congegni esplosivi proprio per la determinazione a salvaguardare un ricco patrimonio minacciato da azioni legali. 



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