29/10/2019 07:18:00

Sicilia, il giovane disabile picchiato e legato in catene dagli zii

 Una brutta storia di violenza e abusi arriva dalla Sicilia. 

Una scoperta senza dubbio angosciante quella fatta dagli uomini dell’arma dei carabinieri di Naro, nell'agrigentino.

I militari della locale stazione, coordinati dalla Compagnia di Licata, hanno arrestato una coppia residente con l’accusa di maltrattamenti e sequestro di persona.

Stando a quanto emerso dalle indagini, coordinate dal procuratore capo Luigi Patronaggio e partite in seguito ad una segnalazione a seguito della quale sarebbero state utilizzate microspie e telecamere di sorveglianza, pare che i due abbiano tenuto segregato e incatenato un povero disabile di 30 anni con problemi psichici a cui, invece, avrebbero dovuto fare da tutori in un appartamento situato nei pressi del Duomo.

Una scena agghiacciante quanto orribile, ai limiti dell’inverosimile, quella che i Carabinieri si sono trovati di fronte in un piccolo appartamento in pieno centro a Naro, Comune caratteristico tra Licata ed Agrigento.

Un trentenne con problemi psichici che era stato affidato a dei parenti quali tutori, era tenuto legato al letto con una catena alla caviglia, a sua volta assicurata da due lucchetti. In tal modo, il giovane non poteva allontanarsi dal suo letto-prigione. 

All’arrivo dei militari, i due tutori si sono mostrati sopresi e hanno farfugliato giustificazioni prive di senso, mentre i Carabinieri si facevano strada, percorrendo una rampa di scale che conduce al piano superiore dell’abitazione. Davanti ai loro occhi trovano un letto, sistemato in un atrio di un corridoio e, sotto le coperte, il giovane. Scostando le lenzuola, ogni sospetto è stato confermato.

Il povero giovane era legato al telaio del letto con una catena di non più di un metro che gli consentiva a mala pena di poggiare i piedi a terra. I Carabinieri si sono subito preoccupati di rassicurare lo sfortunato, dandogli attenzioni, affetto ed accarezzandolo.

Lui ha addirittura aiutato i militari ad aprire i lucchetti. Si è alzato in piedi e ha ringraziato i Carabinieri. Questo l’epilogo di una tristissima e bruttissima vicenda, conclusasi con la piena conferma investigativa di quanto sospettato avvenisse all’interno di quella casa.

Lo sfortunato ragazzo, è stato liberato e condotto in un centro specializzato per le dovute cure e l’assistenza necessaria. Per i suoi parenti, V.A. 53enne e V.A. 52enne, si sono invece aperte le porte del carcere Di Lorenzo di Agrigento con la gravissima accusa di maltrattamenti in famiglia e di sequestro di persona, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, su cui si pronuncerà il GIP, a seguito della richiesta avanzata dalla Procura di Agrigento.