La mafia si trasforma. I suoi affari, dalla finanza online a quelli tradizionali
Una criminalità economica e finanziaria alla quale dal 2015 al 2018 sono stati confiscati 10 miliardi di euro e che ha raggiunto livelli quasi da monopolio per il controllo della finanza online. Ma gli affari della mafia non tralasciano i servizi della Pubblica Amministrazione, ma anche quelli classici dell’edilizia, il turismo, i giochi e le scommesse online.
Il dossier della Guardia di Finanza curato dallo Scico il “Servizio centrale investigazioni criminalità organizzata” guidato dal Generale Alessandro Barbera, ricostruisce tutti i settori produttivi anche quelli più moderni e tecnologici come la finanza online, tra quelli più inquinati grazie all’utilizzo di alcuni professionisti che si piegano ai voleri del sistema mafia.
L’intercettazione del ‘ndranghetista e quelli che fanno "pin pin" – “Io cerco nuovi adepti nelle migliori università mondiali e tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi che vanno in strada a fare “bam bam”. Io invece cerco quello che fanno pin pin”, cliccano e movimentano. E’ tutta una questione di indice, hai capito?”. Così un ‘ndranghetista ad un altro sodale.
La zona grigia nel pubblico – Tra i settori maggiormente permeabili alle infiltrazioni mafiose vi è quello dei servizi agli enti pubblica. Si registra, infatti, un reticolo di relazioni illecite con l’area “grigia” del mondo delle pubbliche amministrazioni che oggi permette a veri “cartelli di società mafiose” di dividersi gli appalti, riciclando denaro sporco. Altro settore di forte interesse della criminalità è quello dell’edilizia, sia per ciò che riguarda le costruzioni sia per la compravendita e la locazione del mercato immobiliare ed ancora il commercio all’ingrosso del comparto agricolo, compresa acquisizione delle aziende ma anche la capacità di influenzare i mercati ortofrutticoli. Altri comparti ritenuti gravemente condizionati sono quelli del turismo con la gestione di attività di bar, ristoranti, alberghi e villaggi turistici. Oltre a questi anche il settore dei servizi finanziari permette di movimentare tanti soldi in operazioni speculative.
Le società maggiormente colpite dalla guardia di finanza - Tra le diverse tipologie di società colpite da indagini e sequestri dai militari delle fiamme gialle tra il 2013 e il 2018 sono per il 55% società di capitali, per il 28% ditte individuali e per il 10% società di persone. Le preferite dalle organizzazioni criminali sono proprio le società di capitali e in particolare società a responsabilità limitata. E’ un tipo di società – afferma lo Scico – con le quali e più agevole confondere il denaro di illecita provenienza con quello legale, ma che risulta utile per nascondere l’identità di chi la controlla realmente, considerato che la identità sessa dei soci effettivi po' essere occultata dietro figure di “teste di legno” o anche con altre società prive di consistenza, ma costituite ma costituite al solo scopo di fungere da “paravento”. Il dossier della finanza dimostra come le mafie siano riuscite a modificare quella forza di intimidazione e controllo e riuscirla ad adattare ai territori economicamente più sviluppati. L’assoggettamento nelle regioni del Centro-Nord avviene grazie alla capacità di condizionare il mercato attraverso una rete di società “infiltrate”, che danno lavoro e che piegano, inevitabilmente, le scelte della politica locale anche attraverso la corruzione.
La globalità dell’impresa mafiosa – A spiegare come operano globalmente le imprese mafiose è il generale Alessandro Barbera a capo dello Scico: “Senza dubbio non ci sono solo movimenti di capitali dal Sud alle aree più produttive del Centro-Nord, ma abbiamo informazioni che giungono anche da una rete di nostri esperti, presenti all’estero. Il funzionamento di una impresa mafiosa è legato alla capacità di accumulazione violenta di capitale, attraverso la gestione degli affari illegali e di inserimento nel mercato legale senza tralasciare quello illegale.
Oggi le mafie sono diventate a tutti gli effetti un player di mercato – Lo afferma Barbera dicendo che i sodalizi affaristico-mafiosi si sono adattati all’evoluzione dei tempi e dei cotesti socio-economici, trasformandosi in un vero e proprio “sistema imprenditoriale”. Gli inquirenti registrano alleanze inter-mafiose con l’obiettivo di monopolizzare un particolare comparto economico, in nome di una mutua convenienza. L’arma privilegiata delle mafie è la corruzione e gli accordi con faccendieri, ambienti massonici deviati e imprenditori disonesti. Ci si trova, insomma, davanti ad una mafia nuova che trasforma la violenza in forza economica e capacità affaristica.
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