02/12/2019 06:00:00

Marsala, il Comune trasferisce 30 cani. E' ancora emergenza al canile

 E' ancora emergenza a Marsala nella gestione dei cani al canile. Sono stati portati via dal canile municipale di Marsala più di 30 cani, il Comune aveva stipulato un accordo, mettendo le somme in bilancio, con un canile del Nord.

I cani quindi varcano lo stretto, vanno via per fare spazio ad altri cani che dovrebbero essere accalappiati sul territorio. Il tutto sempre in emergenza perché la struttura ha già subito la chiusura preventiva per eccesso di cani presenti, ce ne sono sempre più di quanti ne possa contenere il canile.


E’ lecito, però, chiedersi come se ne verrà fuori da questa emergenza? Se da un lato i cani che lasciano il canile fanno spazio ad altri è pur vero che i box si riempiranno di nuovo, a breve.


Si manderanno perennemente fuori i cani? Ad un costo alto? E perché non ampliare la struttura? Piccole e semplici domande che si sono poste le associazioni animaliste, con in testa i Randagi del Sud, la cui presidente Rosa Errera, insieme all’Enpa di Marsala, ha bloccato la partenza di alcuni cani che presentavano dei problemi di salute.
Si ritorna al punto di partenza: i cani trattati come numero, come cifra, come totale, come scatole da spostare qui o lì. Non c’è differenza. Del resto la totale assenza di politiche animaliste a Marsala ha creato una situazione sciagurata e anche imbarazzante.
Non c’è la benchè minima idea di cosa significhi attuare misure in sostegno delle adozioni, che di fatto lancerebbero un segnale forte contro gli abbandoni indiscriminati.


Le associazioni, tre presenti a Marsala, Oipa, Randagi del Sud e Enpa, sono da sempre sul fronte sostituendosi alle istituzioni.
Cuccioli abbandonati? Se ne fanno carico le associazioni, congiuntamente a tanti altri casi, che però dal Comune non vengono trattate nella giusta considerazione.
Si tratta di persone che agiscono a titolo gratuito, sia fuori che dentro il canile, e a cui viene chiesto di prendersi cura dei cani abbandonati, sopperendo all’incapacità di questa amministrazione, ma senza mai ricevere neanche un sacco di mangime. L’alternativa è semplice: se le volontarie non prestano cura e soccorso i cani vengono lasciati in strada con altissima probabilità di essere investiti, avvelenati.


Trentuno cani del canile hanno salutato la struttura, cani che già vivevano in condizioni precarie. Si ricordi che i box sono di cemento e che per la loro pulitura, una volta al giorno, viene utilizzata acqua fredda. Eppure i cani sentono caldo o freddo proprio come gli uomini.
Le condizioni strutturali del canile sono sotto gli occhi di tutti, nessuno è realmente interessato alla questione, nemmeno i consiglieri comunali, perché i cani non votano, non sono consenso. Nemmeno l’ultima ruota del carro.


Se solo si riprendesse il dialogo con le associazioni, le uniche che si occupano davvero di adozioni, le soluzioni potrebbero essere diverse, anche concilianti.
Basterebbe ricordarsi che si tratta di cani, di esseri senzienti, non di pacchi postali.



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