01/01/2020 07:00:00

Spengono le sigarette sui compagni di classe, due arresti

 Offese, percosse, pugni alla schiena e anche sigarette spente sul collo sono stati gli atti di bullismo ai quali due minorenni di Perugia sono accusati di avere sottoposto un loro compagno di classe. Violenze che però non hanno lasciato indifferenti gli altri alunni che, sollecitati anche da un insegnante, le hanno segnalate con un esposto al dirigente scolastico il quale si è immediatamente rivolto alla Questura. È partita così l'indagine della polizia che ha portato all'arresto dei due ragazzi e all'applicazione nei loro confronti della misura cautelare del collocamento in comunità.

Un provvedimento disposto dal gip del tribunale dei minorenni di Perugia su richiesta del sostituto procuratore Flaminio Monteleone, che ha condiviso i risultati degli accertamenti svolti dalla squadra mobile.

Gli episodi si sono protratti per circa un anno in una scuola superiore del capoluogo umbro, coinvolgendo i tre ragazzi, tutti italiani e poco più che diciassettenni, per nessuno dei quali sono emerse situazioni di particolare disagio alle spalle. A carico di uno dei due bulli però era stata già eseguita un'altra ordinanza cautelare emessa sempre dal gip per i minorenni perché accusato di avere «assoggettato» altri ragazzi a più episodi di rapine e tentate estorsioni.

Nei confronti dei due minori ritenuti autori degli atti di bullismo, il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei minorenni di Perugia ha auspicato che il collocamento in comunità sia per loro «occasione di riflessione». Sottolineando che qualsiasi «comportamento scorretto» durante il periodo di applicazione della misura cautelare li porterebbe in carcere.

Secondo l'indagine della polizia del capoluogo umbro, i due bulli avevano preso di mira il compagno di classe sottoponendolo a «sistematiche» violenze psicologiche e fisiche. Come le ingiurie, le percosse, i pugni alla schiena, fino ad arrivare allo spegnimento di sigarette sul collo. «La vita del loro compagno di classe - sottolinea la Questura di Perugia - era stata trasformata in un vero e proprio incubo».

Il ragazzo si è quindi trovato costretto a cambiare abitudini, rinunciando a vivere liberamente le proprie giornate di adolescente.

Dall'indagine è emerso che evitava infatti di muoversi tra i padiglioni dell'istituto superiore e addirittura di andare in bagno da solo per il terrore di incontrare i due ragazzi.

Comportamenti messi in atto - sempre in base a quanto accertato dalla squadra mobile - anche fuori dalla scuola. Tanto che la presunta vittima del bullismo aveva «ricorrenti» crisi di pianto per la pressione subita ed evitava di frequentare le zone della città dove avrebbe potuto incontrare gli altri ragazzi.

Tutto ciò non ha però lasciato indifferenti i compagni di classe, innescando anzi la loro reazione. Tutti insieme hanno così sottoscritto un esposto nel quale segnalavano la situazione del loro coetaneo inviandolo alla Direzione scolastica che lo ha immediatamente trasmesso alla Questura di Perugia.

La squadra mobile ha così rapidamente ricostruito quanto successo, acquisendo diverse testimonianze. È stato ricostruito quello che è considerato un «inquietante quadro di protratte condotte vessatorie». Che ha portato gli inquirenti a ipotizzare il reato di atti persecutori e alla misura cautelare restrittiva del collocamento in comunità.