02/02/2020 06:00:00

Omicidio Garofalo: trent'anni di matrimonio, l'ossessione tradimento e la violenza mortale

 Trent’anni di matrimonio, trent’anni di vita vissuta assieme tra Rosalia Garofalo e Vincenzo Frasillo ma non sono bastati a salvare la vita della donna e a tenere a bada la gelosia e soprattutto la brutale violenza dell’uomo.

Mercoledì scorso dopo tre giorni di violenze ha ucciso la moglie che, dal 2018, a seguito di un’ischemia che le aveva paralizzato la parte destra del corpo, si muoveva e parlava a fatica. E anche in quella condizione non ha trovato la comprensione da parte dell’uomo che l’avrebbe dovuta aiutare e sostenere.

L’aggressione e la morte della signora Garofalo rientra, ancora una volta, tra le tragedie annunciate. La donna lo ha denunciato, si è allontanata da casa, ma alla fine è tornata sui suoi passi, lo ha perdonato, è tornata in quella villetta isolata di via Calypso dove non ha trovato amore e non ha avuto il tempo di allontanarsi definitivamente, dal momento che aveva in corso le pratiche per la separazione coniugale.

E proprio nell’ultima denuncia presentata ai carabinieri è lei stessa a raccontare cosa subiva: “Mi ha legata a una sedia e mi ha colpita alle gambe con un filo elettrico. Sono riuscita a liberarmi solo nel momento in cui gli ho fatto dei nomi inventati e gli ho dato dei numeri di telefono inventati. Quando si è addormentato sono riuscita a scappare da casa».

Frasillo, che è rinchiuso nel carcere di Trapani a seguito del fermo disposto dalla procura di Marsala, ha precedenti per maltrattamenti in famiglia e minacce nei confronti dei propri familiari, e proprio per questi motivi Rosalia Garofalo ha vissuto presso la Mimosa Onlus, una comunità per donne che vivono uno stato di disagio, per un periodo tra le due denunce presentate e poi ritirate nei confronti del marito, come quella presentata ad aprile dello scorso anno e rimessa volontariamente nel seguente mese di giugno.

Mercoledì scorso dopo due giorni di botte e di violenza scatenata dall'ossessione dell’uomo di essere tradito dalla donna, l'ha colpita al viso, all'addome e in ogni parte del corpo. Il corpo della donna è stato trovato riverso sul letto matrimoniale con gravi segni di percosse e martoriato. Le ferite, dicono gli inquirenti, si trovano su tutto il corpo.

«Mai vista un qualcosa del genere in tanti anni di indagini», le parole di Fabrizio Mustaro, capo della squadra mobile di Trapani. Le indagini dirette Mustaro e dai suoi uomini sono condotte insieme ai poliziotti del Commissariato di Mazara del Vallo. La polizia scientifica ha confermato che Frasillo ha più volte picchiato la donna nei tre giorni precedenti e senza chiedere soccorsi.

Si terrà, intanto, lunedì a Palermo l'autopsia sul corpo di Rosalia Garofalo disposta dal pubblico ministero di Marsala, Marina Filangeri. Gli indizi a carico del marito della donna, sono schiaccianti, oltre alle stesse ammissioni che ha fatto nel corso dell’interrogatorio al quale è stato sottoposto nelle ore successive al ritrovamento del cadavere.

L'avvocato Marilena Messina, che ha assistito la donna quando aveva esposto le denunce, ha annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento contro Frasillo sia per l'associazione Demetraa che rappresenta lo Sportello antiviolenza del Comune di Mazara a cui la signora Garofalo si era rivolta, sia per la struttura dove era stata ospite.