Mazara, i Carabinieri sequestrano 17 tonnellate di pasta. Ecco perché. Allarme grano
17 tonnellate di pasta con “etichettatura irregolare” sono state sequestrate dai militari del Nas di Palermo nel corso di un controllo effettuato all’interno di un pastificio di Mazara del Vallo.
Il proprietario è stato segnalato e sanzionato con un verbale di 2.000 euro. La merce sequestrata è stata lasciata in custodia all’azienda “Natale Gallo e figli” che entro venti giorni dovrà rieticchettarla.
Nello specifico il sequestro ha riguardato 17.808 chili di pasta di semola di grano duro confezionata, in diversi lotti, «poichè il termine minimo di conservazione non era indicato in modo conforme alla legge».
GRANO. Un esposto ai Carabinier e, in seguito, anche alla Procura della Repubblica sull’introduzione di grano straniero non controllato nel circuito produttivo alimentare siciliano. E’ stato presentato ieri all’Arma e verrà formalizzato oggi alla Procura della Repubblica.
La preoccupazione sul grano utilizzato in Sicilia cresce dopo la scoperta che, nonostante vari interventi negli ultimi mesi, il grano continua ad arrivare su grandi navi spesso senza controllo. Ciò perchè non esistono laboratori autorizzati al controllo di questo grano in Sicilia. Il timore è che il grano, soprattutto canadese, sia trattato con il glifosato.
“I Siciliani hanno diritto a consumare grano non nocivo, a dispetto delle convenienze e delle connivenze di chiunque – dice l’autore dell’esposto Salvo Fleres, coordinatore di Siciliani verso la Costituente– Nei nostri porti continuano ad arrivare carichi di grano in genere proveniente dal Canada, dove è noto che viene fatto maturare artificialmente, attraverso l’uso del glifosato. Non siamo noi a scoprire quanto ciò possa nuocere alla salute, dato che l’I.a.r.c, l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’O.m.s. ha catalogato il glifosato tra le sostanze potenzialmente cancerogene”.
La preoccupazione cresce proprio per l’assenza di laboratori pubblici terzi che possano eseguire analisi sul grano “Stranamente, nessun ente pubblico in Sicilia è accreditato per l’analisi del grano, né l’Arpa, né le Università, né tanto meno l’Istituto regionale di Granicoltura, finanziato e controllato dalla Regione Siciliana, attraverso il competente assessorato”.
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