17/02/2020 06:00:00

Favignana, Sea e l’inquinamento ambientale. Il caso arriva al Ministro dell’Ambiente

 Adesso arriva sul tavolo del Ministro dell’Ambiente il caso della SEA di Favignana, la Società Elettrica Accardi, al centro di un’inchiesta per inquinamento ambientale.


Un’interrogazione di un gruppo di parlamentari, tra cui il 5 Stelle, Vincenzo Maurizio Santangelo, per chiedere al ministero di intervenire sull’isola di Favignana dove da anni c’è un grosso problema di inquinamento ambientale nell’aera marina protetta e che adesso è arrivato in un’aula di tribunale.

Sono, infatti, accusati di disastro ambientale Filippo Giuseppe Accardi ed Elisabetta Bonsignore, rispettivamente amministratore unico e procuratore speciale della società elettrica Sea, con sede legale a Palermo.

Il prossimo 26 febbraio, entrambi dovranno comparire dinnanzi al giudice che dovrà pronunciarsi sulla loro richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Trapani.

I due, con le loro negligenze ed omissioni, avrebbero provocato l’inquinamento di una superficie di 94 mila metri-quadri. I fatti, denunciati dal consigliere comunale Michele Rallo anche con un esposto alla magistratura, risalgono al 1980 quando si verificò una perdita di gasolio da un serbatoio della centrale elettrica di contrada Madonna nell’isola di Favignana, gestita dalla Sea.

Accardi, secondo la tesi accusatoria, non avrebbe provveduto ad eseguire il progetto di bonifica, approvato nel 2005 dal Consiglio comunale di Favignana, eseguendo soltanto interventi palliativi con la conseguenza che l’inquinamento che inizialmente interessava una superficie di 1.400 metri-quadri si è esteso a macchia d’olio, coinvolgendo oggi un’area di 94 mila metri-quadri. La grande battaglia contro la centrale elettrica, avviata da Michele Rallo, adesso approda in un’aula giudiziaria.

“Tutto ciò è stato sottoposto all'attenzione del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con una interrogazione, anche per sapere se intenda intraprendere provvedimenti eccezionali di bonifica, nell'interesse primario della tutela del paesaggio, della salubrità dell'ambiente e della salute dei cittadini, per il deterioramento significativo delle acque sotterranee e dell'equilibrio dell'ecosistema compreso nell'Area Marina Protetta (AMP) delle Isole Egadi”, si legge nella nota di Santangelo.

L’interrogazione al Ministro ripercorre le fasi di quanto successo in questi anni a Favignana.

“circa 40 anni fa (negli anni '80) si è verificato un rilascio di prodotti petroliferi da una crepa di un serbatoio interrato localizzato nella centrale elettrica, generando un inquinamento di dimensioni vastissime, come riportato dalla stampa. Sembra che all'epoca l'area danneggiata si estendesse per 1.400 metri quadri, mentre nel 2016 sia cresciuta fino a oltre 9 ettari di superficie;
nel 1984 il serbatoio contenente gasolio è stato rimosso e si è proceduto con la rimozione del terreno impattato. L'incidente sembrava risolto, ma nel 2001 venne di nuovo rilevata la presenza di prodotto petrolifero all'interno di un pozzo industriale localizzato all'interno della centrale stessa. I monitoraggi continuarono fino al 2014 e i tecnici fino all'ultimo test rilevarono una significativa presenza di surnatante (sostanza oleosa galleggiante);
si apprende, inoltre, che nella casa abitata situata al fianco della centrale elettrica alimentata a gasolio da 15 anni dai rubinetti al posto dell'acqua fuoriesce gasolio;
nel 2016 la SEA chiedeva lo spostamento della centrale, ricevendo parere negativo della Regione Siciliana. La stessa azienda aveva presentato nel dossier una relazione tecnica, datata settembre 2014, dove si ricostruivano i fatti che avevano generato lo sversamento di gasolio arrivando a penetrare le "rocce permeabili" e poi ad inquinare la falda acquifera".


“Si tratterebbe, in caso di rinvio a giudizio, – dice il consigliere comunale Michele Rallo che ha manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile – di un processo importante, il primo in Italia per mancata bonifica e disastro ambientale”.

Adesso la politica comincia ad interessarsi di più sul disastro ambientale di Favignana.
Nelle scorse settimane una delegazione del Pd ha fatto visita ai luoghi inquinati.
Carmelo Miceli e il Segretario provinciale Marco Campagna, una delegazione del Partito Democratico di Favignana guidata da Enzo Bevilacqua ha svolto poi un sopralluogo nella zona di Cala Graziosa interessata dall’inquinamento legato alla vicenda Sea.

 Nel frattempo si aspetta un serio intervento di bonifica dell'area, per fermare un inquinamento che va avanti da anni e che macchia una delle isole più belle del Mediterraneo.