03/03/2020 06:00:00

Il blitz al canile di Marsala. Ecco le condizioni dei cani, tra denunce e polemiche

 Al canile municipale di Marsala, struttura che può ospitare fino a 190 cani, è arrivato ieri mattina per una ispezione Enrico Rizzi, capo della segreteria del P.A.E, Partito Animalista Europeo, insieme al presidente della Lega del Cane di Trapani e coordinatore regionale Antonino Giorgio.
Tanti i disservizi denunciati in un apposito video ma soprattutto le carenze igienico sanitarie e il sovraffollamento.

Rizzi aveva già chiesto il 27 febbraio l’intervento dei Nas, che con molta probabilità chiamati in causa interverranno nei prossimi giorni.
Nella giornata di ieri sono state documentate con un video le condizioni in cui sono costretti a vivere i cani, i loro box spesso più piccoli del dovuto, pieni di feci, arrugginiti, con gli abbeveratoi pieni di acqua putrida, il verde pubblico non curato.
Una struttura abbandonata al suo declino.

Il responsabile comunale, raggiunta la struttura, ha affermato ad alta voce che non si possono effettuare riprese all’interno di quel luogo, tuttavia si ricorda a tal proposito la legge regionale numero 15 del 2000 che prevede all’art 13 che “I rifugi sanitari e i rifugi per il ricovero devono consentire, senza bisogno di speciali procedure o autorizzazioni, l'accesso dei responsabili locali delle associazioni protezionistiche o animaliste per il controllo della gestione della struttura”.

 

Noi di Tp24 lo avevamo denunciato più volte, Rizzi adesso ha deciso di fare una ispezione, mettendo nero su bianco quello che ha potuto constatare con i suoi occhi, in qualche box c’erano circa dieci cuccioli costretti a mangiare croccantini per cani adulti ovvero digiunare.
Il video che li ritrae è agghiacciante, piangono e tremano.

In seguito all’ispezione Rizzi ha annunciato che presenterà esposto alla Procura della Repubblica con cui si chiederà di accertare la presenza di condotte omissive da parte del dirigente sanitario della struttura e di appurare la violazione dell’articolo 727 comma 2 del codice penale: detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

Nel documento in cui Rizzi chiede ufficialmente l’intervento dei Nas si precisa che: “Secondo indiscrezioni giunte al movimento , il canile verserebbe in una grave situazione igienico sanitaria a causa di “discussioni” che sarebbero tuttora in corso tra il veterinario responsabile della struttura comunale e gli operai che si occupano delle pulizie dei vari box che ospitano gli animali. Questi ultimi avrebbero lamentato la grave situazione del canile con lo stesso medico veterinario”.

Le associazioni animaliste, presenti sul posto, hanno giustificato quanto accaduto in canile, sostenendo che la struttura non era pulita a causa del mal funzionamento del motore dell’acqua, motore che regolarmente viene aggiustato per poi tornare rotto, lo abbiamo scritto più volte in seguito alle segnalazioni che arrivano proprio dalle associazioni animaliste, che disperate per l’assenza di dialogo con l’amministrazione chiedono altre vie risolutive.

L’Oipa di Marsala affida ad un comunicato pubblico la presa di distanza da Rizzi:

“Oggi in canile era impossibile fare operazioni di regolare pulizia ( giornalmente eseguite in ogni box e recinto) in quanto ci sono guasti alla struttura che vengono risolti in tempi discutibili ma che abbiamo già segnalato e che saranno risolti con i tempi che la burocrazia richiede ( bisognerebbe aprire un capitolo altrove ma casualmente oggi Rizzi era lì). Per comunicare con le autorità presenti nella struttura utilizziamo i mezzi corretti ( salvo rare eccezioni ) quindi inviamo mail con la nostra pec e ci confrontiamo in riunioni ( documenti protocollati e tracciabili). Forniamo ai cittadini informazioni corrette e chiunque può visitare il canile e constatare che non sussiste maltrattamento nei confronti degli animali, che ci sono carenze strutturali e mancanze ( migliorare è possibile, segnalare è lecito ma strumentalizzare è diabolico). Ci rendiamo conto che pur essendo una realtà del sud, a Marsala esiste una cooperazione che consente ad associazioni e amministrazione attuale e futura (ci auguriamo) di prospettare un futuro migliore grazie al numero di animali che possono essere sterilizzati, adottati e recuperati. Una diretta del genere può compromettere la funzionalità del nostro canile, fondamentale risorsa, seppur migliorabile, per la prevenzione al randagismo”.

L’associazione Oipa, attiva nel campo del volontariato animale come le altre del territorio, però non può far finta che quel video girato da Rizzi sia diabolico, è diabolico ammassare dieci cuccioli in un box senza la nutrizione destinata a loro ma con cibo da adulti, questo significa farli morire.
Non è la guerra tra le associazioni o tra i vari animalisti che porterà alla soluzione del problema.
Rizzi sul posto ha fatto intervenire i Carabinieri che hanno stilato verbale e che si sono resi conto della grave situazione, peraltro la mancanza di acqua è stata ovviata con l’intervento di un’autobotte. Verrebbe da chiedersi: doveva intervenire Rizzi per capire una cosa così elementare?