26/03/2020 18:15:00

E alla fine il Sindaco di Messina si è preso la denuncia del Ministro dell'Interno

 A tutto c'è un limite. E così il Sindaco di Messina, De Luca, dopo le ultime sue esternazioni, è stato denunciato dal Ministro dell'Interno, Lamorgese, con l'accusa di vilipendio. 

Dopo due giorni di duri attacchi da parte del sindaco di Messina, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese non ha perso tempo e lo ha denunciato a seguito delle parole gravemente offensive e lesive dell'immagine per l'intera istituzione che lei rappresenta, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari. Il primo cittadino Cateno De Luca ha provato a fermare l'ingresso in Sicilia di persone che avevano il diritto di farlo. Per questo erano passate ai puntuali controlli delle forze dell'ordine dalle città di partenze. Ora la Lamorgese ha segnalato all'autorità giudiziaria il comportamento del sindaco.

A dare la notizia è stato il Viminale. Sono stati segnalati all'autorità giudiziaria i comportamenti tenuti dal sindaco di Messina «perché censurabili sotto il profilo della violazione dell'articolo 290 del Codice penale (Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate)». La decisione, informa il Viminale, è stata assunta dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, «a seguito delle parole gravemente offensive, e lesive dell'immagine per l'intera istituzione che lei rappresenta, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari».

«Proprio in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalere il senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione - sottolinea il Viminale - le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo, ripetute per giorni davanti ai media da parte del primo cittadino di Messina all'indirizzo del ministero dell'Interno, appaiono inaccettabili, e quindi censurabili sotto il profilo penale, per il rispetto che è dovuto da tutti i cittadini - e a maggior ragione da chi riveste una funzione pubblica anche indossando la fascia tricolore - alle istituzioni repubblicane e ai suoi rappresentanti».