Coronavirus e crisi, tenere alta la guardia contro la mafia. Lo dobbiamo a Giovanni Falcone
Il 23 maggio sono 28 anni senza Giovanni Falcone. Giovanni era nato il 18 maggio, (stessa data di Giovanni Paolo II, ricorrono i 100 anni della nascita), del 1939 nel quartiere della Kalsa, lo stesso del suo amico fraterno e fino "alla morte" Paolo Borsellino, e del boss mafioso e primo pentito di mafia che proprio a Giovanni affidò le sue "rivelazioni", Tommaso Buscetta.
Alle ore 17.57 Giovanni Brusca azionò il telecomando che uccise oltre Giovanni, sua moglie anch'essa magistrato Francesco Morvillo e tre uomini della sua scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Sopravvissero gli agenti Paolo Capuzza, Gaspare Cervello, Angelo Corbo e l'autista giudiziario Giuseppe Costanza, ci furono altri 19 feriti.
Dopo 57 giorni fu ucciso Paolo Borsellino, unitamente a 5 agenti della scorta, tra cui una donna. Giovanni fece in tempo a vedere la nascita della sua "creatura", la Direzione Nazionale Antimafia e della figura del superprocuratore della stessa, carica a cui lui si era candidato, alla quale gli era stato preferito Agostino Cordova. In questi 5 lustri e tre anni, acqua ne è passata sotto i ponti. La nomina a superprocuratore di Siclari, dopo la morte di Giovanni perché finalmente una parte della magistratura aveva compreso o per opportunismo? Le vere ragioni che muoveva l'operato di Giovanni non opto' piu per Cordova, con acceso risentimento dello stesso. L'arresto e la morte di Toto' Riina, Bernardo Provenzano, si attende la cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro. Giovanni avrebbe fatto da uomo delle istituzioni volentieri a meno della polemica di questi giorni tra Di Matteo e Bonafede e l'averlo "tirato per la giacca". Giovanni amava asserire che: la mafia è un fenomeno umano e come tale ha avuto inizio avrà una fine. L'insegnamento che ci ha lasciato è che la mafia può, deve essere sconfitta.
Che la guardia va tenuta alta sempre. I soldi sono la "ratio" della stessa è quello il vero terreno di lotta, Giovanni lo aveva compreso da subito. La stagione delle stragi ad oggi è terminata. Ma il "core business" è sempre identico e "picciuli", per tutte le mafie. Giovanni era avanti, l'essersi speso per la creazione della DNA lo ha confermato, e dopo il Coronavirus sarà fondamentale per continuare la lotta. Il disastro economico conseguente al virus sarà terreno fertile in cui le mafie getteranno i propri semi. Guardia alta lo dobbiamo a Giovanni a noi stessi e ai nostri figli. Un abbraccio Giovanni.
Vittorio Alfieri
Marsala, il paradosso: si parla di inclusione ma il Comune non è accessibile
Disabilità tra video e photo opportunity.Si parte da due circostanze, per offrire una testimonianza diretta di chi vive la disabilità. Lunedì 3 agosto, a Palazzo Municipale, la sindaca ha ricevuto il giovane Giuseppe,...
Calici di Stelle a Baglio Sorìa: la Notte di San Lorenzo tra la...
Trapani. La notte più magica dell'estate trapanese si accende nella splendida cornice di Baglio Sorìa. Lunedì 10 agosto, dalle ore 20:00 all’una di notte, la tenuta Firriato spalanca le porte per...
L’umanità si ferma a Ceuta
L’umanità si è fermata a Ceuta. Come nel celebre romanzo di Primo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, migliorare la propria esistenza, per migliaia di marocchini che hanno raggiunto l’exclave spagnola, resta una...
Marsala, 'A Scurata. Gulino presenta "Dio è...
C'è una canzone nuova, ma soprattutto un nuovo percorso artistico. È quello che Gulino, voce storica dei Marta sui Tubi, porterà sul palco di Villa Genna domenica 9 agosto, all'interno della rassegna 'A...
Sezioni
