10/07/2020 13:38:00

Corruzione: in Sicilia arrestati sindaco, vice e assessore 

 Se vi scandalizza Erice, non conoscete Santa Caterina

Appalti e incarichi venivano concessi "in spregio a ogni regola" e con il meccanismo dell'affidamento diretto sotto soglia. Se necessario anche frazionando i lavori da affidare. Eccolo il meccanismo con cui il sindaco di Santa Caterina Villarmosa (Caltanissetta), Antonino Fiaccato, finito oggi ai domiciliari nell'ambito del blitz 'Cerbero' di carabinieri e guardia di finanza, avrebbe pilotato gli appalti assegnandoli agli imprenditori amici.

"Il sindaco con la compiacenza di alcuni dipendenti del Comune - spiegano gli investigatori - è riuscito negli anni a dirottare lavori pubblici per un ammontare complessivo di circa 7,5 milioni di euro a favore di imprese 'gradite' in cambio di 'favori di ogni genere' o appoggi politici. Ai domiciliari, insieme al sindaco, sono finiti anche il suo vice, Agatino Macaluso, e l'assessore Giuseppe Natale.

Per Calogero Rizza, considerato dagli investigatori la "vera interfaccia tra la componente politica e gli imprenditori" è stato disposto il divieto di dimora nel comune di Santa Caterina Villarmosa. Per tre funzionari pubblici è stata disposta la sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio o servizio e per quattro imprenditori il divieto di esercitare attività imprenditoriale o di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche. Per altri tre imprenditori, invece, è scattato l'obbligo di soggiorno nel Comune di residenza e per due liberi professionisti la sospensione dall'esercizio della professione. 

Era proprio il sindaco Fiaccato, dicono gli investigatori, il vertice del «sistema concussivo-corruttivo» che aveva nominato componenti della giunta suoi uomini fidati. Il comune, dove si erano insediati nel 2017, era in mano loro e chi non si adeguava ne pagava le conseguenze: «I dipendenti comunali e i politici che si ponevano in contrasto con le condotte illecite del sindaco - dicono finanzieri e carabinieri - venivano emarginati e costretti alle dimissioni qualora non si fossero piegati al suo volere». Sistema alimentato anche dalla “compiacente e interessata” platea di imprese e di professionisti attratti dalla possibilità di ottenere incarichi, servizi e forniture al di fuori delle regole. Gli inquirenti parlano di un vera e propria “gestione familistica” sotto la regia del sindaco Fiaccato che si comportava come “un signore di epoca medioevale” distribuendo benefit e agli “amici” e “minacce velate” a chi non rispettava la sua volontà.



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