14/07/2020 06:00:00

Bavetta, dall'Asp di Trapani a Italia Viva: "In Senato per migliorare la nostra sanità"

Giovanni Bavetta, ex Manager dell’ASP di Trapani, ha deciso di scendere in politica e di farlo per Italia Viva di cui è diventato consulente esperto in Sanità per il Senato. Cosa l’ha convinta a scendere in politica?

Penso che in politica un cittadino debba sentirsi sempre coinvolto e partecipe.  Uno come me, che ha avuto la fortuna di realizzare un grande sogno, come dirigere quale commissario straordinario l’azienda dove ho mosso i primi passi da medico ginecologo volontario, come dirigente medico, poi primario ad Alcamo, Castelvetrano, Trapani e direttore del dipartimento materno infantile, deve anche sentire la necessità di praticare la “Buona politica” con l’azione amministrativa corretta, responsabile ed efficiente. Sono da tempo un ammiratore di Matteo Renzi, perché penso che dopo Craxi sia il politico più intelligente, capace, innovativo del panorama politico internazionale. Sono stato una volta alla Leopolda ed è stato entusiasmante vedere tanti giovani interessati alla vera politica delle idee e dei progetti futuri.


La sua personale amicizia con il Senatore Davide Faraone le ha fatto fare il passo, si occuperà di Sanità nel partito renziano?


La mia personale amicizia con il senatore Faraone, e prima con suo padre, risale a quando ero Direttore sanitario dell’Azienda sanitaria Villa Sofia-Cervello. Davide è una persona per bene, un politico molto sensibile ai problemi sociali, del volontariato, dei bambini speciali. Con il contributo suo e di Rosy Pennino abbiamo creato all’ospedale Cervello un percorso multidisciplinare per la presa in carico del bambino autistico. L’amicizia in politica è rara, quella con Davide è vera per me ed è un valore aggiunto.

Oggi fare politica sui territori è difficile, molta diffidenza, molto movimentismo e pochissima vita di partito. Si può ricominciare ad una buona sinergia tra generazioni per una sana politica di prospettiva?


La provincia di Trapani ha delle potenzialità forse uniche in Italia, mare stupendo, isole, Erice, un patrimonio archeologico immenso, patrimonio storico, gastronomico. Io ho dedicato negli ultimi anni tutto il mio tempo, il mio impegno e la mia dedizione a realizzare un progetto per la nostra realtà sanitaria. Sognavo e continuerò a farlo un progetto che veda i nostri ospedali della provincia riuniti dal punto di vista funzionale ed organizzativo in un unico “Grande Ospedale Asp Trapani”. Oggi ci vogliono grandi ospedali con almeno tre mila posti letto e la rifunzionalizzazione di quelli piccoli in presidi territoriali e di prevenzione. Facciamo un esempio: un soggetto settantenne diabetico, oggi è costretto a fare tante visite durante l’anno: cuore, occhi, reni etc, intasando le liste di attesa e non riuscendo spesso a prevenire le complicanze. Se, invece, si organizzassero nei nostri ospedali degli ambulatori polispecialistici ( percorsi diagnostici terapeutici) dedicati al diabete, il paziente in un solo giorno potrebbe fare tutti questi controlli periodicamente, a chiamata, con una gestione digitalizzata ( collegata al suo telefono). Il paziente cronico sarà così ben curato, in modo più efficace e seguito dal suo medico di famiglia, si eviterà pure di intasare le liste di attesa e verrà garantita la qualità di prospettiva di vita.

 

In provincia di Trapani sono tante le priorità della Sanità, quale la più emergenziale?

 

Io non ho una visione della sola provincia di Trapani, questo potrebbe non essere compreso. Tutti gli studiosi di sistemi sanitari nel mondo ipotizzano un sistema costruito attorno ad un milione di abitanti (ridurre le 17 aziende siciliane in almeno 5).

Abbiamo assistito durante la fase della pandemia da Covid-19 ad una serie di assunzioni, all’allestimento di più posti letto in terapia intensiva. Ci voleva il virus per capire che siamo al collasso? E in che misura la politica deve incidere in Sanità per renderla efficiente?


Penso che la recente Pandemia Covid-19 abbia messo in difficoltà tutti i sistemi sanitari regionali. Ritengo sia maturo ormai mettere in cantiere una nuova riforma sanitaria dell’intero territorio nazionale che, salvaguardando criteri di universalità, di efficacia, efficienza e sostenibilità, introduca una sorta di struttura standard(Come i LEA ) valida per tutte le regioni ( non possiamo avere 20 sistemi sanitari).  Sono stato nominato quale professionista esperto in Sanità dal gruppo del Senato di Italia Viva. E’ un incarico di grande prestigio ma di grande responsabilità. Lavorare al Senato della Repubblica mi riempie di orgoglio , ci metterò tutto il mio impegno per contribuire a migliorare il nostro sistema sanitario nazionale in collaborazione con tutto il gruppo legislativo di Italia Viva, con un occhio rivolto sempre alla Sicilia e alla mia provincia, che amo.



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