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23/07/2020 06:00:00

Messina Denaro e le stragi /12. Le prove a carico del boss e le strategie di Riina

Proseguiamo oggi con la quarta ed ultima parte del nostro approfondimento sulla requisitoria del pm Gabriele Paci, al processo che si sta svolgendo a Caltanissetta, nei confronti di Matteo Messina Denaro, accusato di essere il mandante delle stragi.  

La decisione di Riina di affidare l'attentato a Falcone a Brusca - Giovanni Brusca il 20 febbraio, giorno del suo compleanno riceve l’incarico da parte di Riina per uccidere Falcone su Palermo. Il commando parte il 24 febbraio, pedinano Falcone e Martelli, e visto che è impossibile colpirli cominciano a pedinare Costanzo altro obiettivo di Riina. Il 4 marzo Riina dirà a Sinacori di fermarsi e di lasciare Roma perché ci sono cose più importanti. Riina ha le sue strategie che rimangono ormai con lui nella tomba.

Le strategie compartimentate - Sono delle strategie compartimentate, lui è l’unico dominus della situazione, sa cosa stanno facendo Cangemi e Ganci in via Notarbartolo dove vive Falcone, o Biondino sull’autostrada a Capaci, e Messina Denaro a Roma con i Graviano. Si lamenta con Giovanni Brusca di quello che sta facendo il gruppo romano ed è il momento in cui Brusca rientra nelle grazie di Riina dopo un periodo di freddura data dal tempo in cui era sorvegliato speciale a Linosa ed era stato sostituito con Di Maggio. Queste cose Brusca le dice nel primo processo Capaci, le ha ripetute nel Capaci bis, e quando viene ascoltato nel 2017 le ripete ma con qualche differenza come nell’incontro in cui c’era presente Sinacori che veniva da Roma, e che non era stato un incontro casuale sulle scale ma un vertice vero e proprio, cosa che Brusca non aveva detto in passato. Sapevo che c’erano diverse squadre al lavoro.

La fiducia al gruppo palermitano e non a quello romano di Messina Denaro e Graviano - Nell’ambito delle diverse squadre che operano autonomamente e che Riina ha messo in campo con l’obiettivo di uccidere Falcone, all’esito del rapporto di queste squadre decide come andare avanti. Brusca dice, quando Riina mi dà l’incarico c’era Vincenzo Sinacori. Riina dà fiducia a Brusca e non al gruppo romano. Riina crea le diverse linee e squadre di attacco e decide per quella di Brusca.  Per quanto riguarda Matteo Messina Denaro c’è la partecipazione ad una fase che non sfocia nell’esecuzione dell’attentato, che avverrà in altro luogo ma che consente ulteriormente di rafforzare il proposito di Riina, che si lamenta con Brusca del gruppo romano, che "chiede sempre soldi e non fa nulla a Roma".

Il tritolo per Costanzo viene usato un anno dopo  - "Dal momento in cui cessa la missione romana – dice Brusca - io ho in mano la situazione e siamo impegnati per la realizzazione dell’attentato". E comunque la missione romana non è del tutto vanificata per gli obiettivi di Cosa nostra. Il tritolo custodito nello scantinato di Scarano, verrà utilizzato nell’attentato di Maurizio Costanzo. Scarano infatti farà per tutto il 92 e l’inizio del 93 il pendolare tra Roma e Castelvetrano, proprio per mettere a punto e definire i piani dell’attentato a Costanzo.

Per Riina l'obiettivo Falcone diventa improcrastinabile - I gruppi d'azione messi in capo da Riina agivano all’insaputa dell’altro. Solo Salvatore Biondino è quello che sa tutto, perché in quel momento è l’uomo più vicino a Riina. Dopo dieci giorni a Roma viene dato lo stop. Il rapporto che fa Sinacori pero cambia tutto: l’obiettivo da raggiungere a Roma è Maurizio Costanzo che doveva essere ucciso con una bomba in centro a Roma. A quel punto Riina crede che un attentato del genere, nei confronti di uno dei giornalisti più famosi in Italia, ad un mese dalle elezioni del presidente della Repubblica, porterebbe ad una reazione forte da parte dello Stato. Il capo dei capi di Cosa Nostra crede che il piano operativo proposto da Matteo Messina Denaro e i Graviano a Roma, avrebbe inciso sul profilo politico, oltre che strategico, dell’intera operazione che avvia la strategia della tensione. E’ la valutazione che una mente criminale fa. Giovanni Falcone e Maurizio Costanzo sono due obiettivi di Cosa nostra, ma in quel momento Falcone rappresentava un obiettivo improcrastinabile. Lo era invece Costanzo, al punto che viene colpito, ma viene colpito l’anno successivo con lo stesso esplosivo e dallo stesso personale.

La scelta e la sintesi di Riina sui diversi gruppi d'azione - Dopo avere messo in campo le “squadracce di morte”, il capo di Cosa nostra deve effettuare una sintesi, secondo la sua scala di priorità definita e scelse l’unità palermitana che si era dimostrata di essere più avanti rispetto al gruppo che aveva messo su Matteo Messina Denaro.  Il 20 febbraio Riina mette in opera il piano con le squadre d’assalto, il 4 marzo decide di fare sintesi e sceglie per l’operatività in Sicilia, anche se in realtà anche la trasferta romana rientra nell’unico disegno che aveva obiettivo Giovanni Falcone. L’apporto dato da Matteo Messina Denaro, ebbe certamente la funzione di rafforzare ulteriormente, oltre a quanto aveva già fatto con la partecipazione nella fase deliberativa in commissione regionale, rafforzando quindi ulteriormente quanto deliberato nell’ottobre del 91 a casa di Giambalvo a Castelvetrano. Il tutto avviene poco prima l’omicidio di Salvo Lima, e nell’anno i cui i mafiosi volevano dare un segnale all’onorevole Andreotti perché la corrente a cui lui faceva capo, quella di Salvo Lima, non era stata in grado di dare garanzie.

Le prove a carico di Matteo Messina Denaro - “Il corredo probatorio a carico di Matteo Messina Denaro – conclude il pm Paci - è ben più fitto e ponderoso di quanto lo fosse quello a carico di Mariano Agate. A carico di Messina Denaro c’è un elenco di prove che hanno ben altra forza e peso. Per i fatti sopravvenuti e di cui abbiamo a lungo parlato ritengo che non vi sia alcun elemento che ostacoli il ragionamento che abbiamo sviluppato nel corso delle varie udienze sulla responsabilità di Matteo Messina Denaro, quale responsabile delle stragi, a cominciare dalla sua appartenenza alla provincia di Trapani in qualità di reggente dal 91 in poi”.

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