Dallo Zingaro ad Alcamo, la provincia di Trapani devastata dagli incendi
E' stato un fine settimana di inferno per la provincia di Trapani e la Sicilia occidentale, devastata sabato e domenica da una serie di incendi che hanno distrutto ettari di riserve naturali, messo in pericolo centinaia di persone, impegnato volontari e mezzi ininterrottamente per sabato e domenica.
Sono stati domati solo ieri sera i due incendi che per tutta la giornata hanno assediato i boschi del Trapanese, tra San Vito Lo capo e la riserva naturale dello Zingaro.
Ci sono volute quasi 24 ore e l'intervento congiunto di tutte le squadre disponibili tra forestale, vigili del fuoco e protezione civile che, insieme a due canadair e tre elicotteri hanno operato ininterrottamente per domare le fiamme. Da Macari a Scopello i danni sono ingenti. Adesso che anche gli ultimi focolai sono stati spenti, si contano i danni. La zona più colpita dai roghi è stata la riserva dello Zingaro.

La riserva naturale dello Zingaro è un'area gestita dall'Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Sicilia ed è una cosiddetta zona protetta. Si tratta di uno dei luoghi naturalistici maggiormente frequentati sull'isola e attrae ogni anno migliaia di visitatori, incantati dalla bellezza del mare e delle zone circostanti. Nonostante l'arrivo dei Canadair le fiamme hanno bruciato tutto. A complicare il lavoro dei vigili del fuoco e dei volontari anche il forte vento che ha permesso al fronte del fuoco di estendersi rapidamente.
Le fiamme hanno minacciato anche la zona di Alcamo Marina. Nel pomeriggio di ieri un incendio è divampato nella zona di contrada Scampati, nei terreni di fronte l’ex distilleria Marino, sempre nella zona di Alcamo Marina. La colonna di fumo era ben visibile dalla spiaggia di Castellammare del Golfo.
Sempre in Sicilia un incendio di vaste proporzioni ha interessato la zona Altofonte, vicino Palermo: le fiamme avrebbero origine dolosa anche in questo caso.
LE REAZIONI. "Da Altofonte allo Zingaro, da Termini Imerese a Selinunte la Sicilia brucia per colpa di piromani criminali, non solo per colpa del clima. Sono pazzi che distruggono il nostro patrimonio più importante mettendo a rischio la vita dei cittadini e di chi combatte gli incendi". Queste le parole del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, al termine di una giornata difficile per tutta la Sicilia occidentale.
"Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo". E’ quanto stima la Coldiretti. "Se certamente il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo, a preoccupare - sottolinea l'associazione - è proprio l’azione dei piromani, visto che il 60% degli incendi si stima sia causato volontariamente".
PD. “Chiediamo al governo regionale di dichiarare lo stato di calamità e di intervenire con ogni mezzo utile per fronteggiare l’emergenza che ha danneggiato la comunità di Altofonte”. Lo hanno dichiarato il capogruppo del Pd dell’Assembea regionale siciliana Giuseppe Lupo e i parlamentari regionali dem Antonello Cracolici e Baldo Gucciardi, aggiungendo la richiesta “di adottare analoghi provvedimenti per altre zone messe in ginocchio dalle fiamme in questa terribile coda d’estate”. “Rabbia e indignazione” vengono espressi in una nota dei deputati “per gli incendi dolosi che hanno distrutto i boschi di Moarda ad Altofonte e di Macari nel Trapanese, costringendo quattrocento cittadini di Altofonte ad abbandonare le proprie abitazioni”. “Siamo quasi certamente di fronte – si legge nella nota – a gravi atti criminali che hanno distrutto alcuni dei polmoni verdi più importanti della Sicilia. Cche esprimono il loro plauso agli uomini dei Vigili del Fuoco, Forestale e Protezione Civile e a quanti sono impegnati per prestare soccorso alla cittadinanza e domare le fiamme”.
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