La sua era un’arte. Se ad essa, poi, si aggiungono anche i suoi modi sempre garbati e la sua proverbiale umiltà ecco perché in tanti piangono per la scomparsa di Anna Ditta, titolare della pasticceria San Carlo di Erice assieme a Titì e Maria.
Di dolci ne ha preparati tanti. E i suoi bocconcini di mandorla, amaretti, quaresimali, mustazzoli e genovesi hanno deliziato anche i palati più esigenti. Le ricette le aveva apprese nel convento delle suore dove, orfana, è cresciuta, imparando un mestiere che lei ha tramutato in arte a tal punto che in molti sulla Vetta la chiamavano la “Regina della bontà”. E' stata tra l'altra una delle ultime orfanelle ad andare via dall'Istituto San Carlo, nel 1970.
E nel silenzio della sua bottega lei preparava i suoi capolavori dolciari. Con lei se n’è andata una fetta, importante, della storia ericina.
Domani alle 13, nella chiesa di San Cataldo, i funerali dell'anziana, inimitabile, maestra pasticciera.