Domenico Venuti, sindaco di Salemi. La sua città è un’osservata speciale in questa seconda ondata dell’epidemia da Covid-19, che ricordiamo nella prima ondata ha portato Salemi ad essere zona rossa. A fine agosto poi ci fu il focolaio del ristorante “La Giummara” che irradiò il contagio in altre parti della provincia, ma bisogna dire che Salemi senza molti proclami è riuscita a limitare il contagio e portarlo a numeri “normali” proporzionati al numero degli abitanti. Come ci siete riusciti, forse la lezione della prima zona rossa è servita?
Sì, è vero. Per fortuna i negazionisti si vanno riducendo anche dalle nostre parti, visto quello che abbiamo vissuto. C’è sempre qualcuno che pensa di fare il “furbo” ma in mezzo a questi, ho avuto modo di verificare che la stragrande maggioranza dei cittadini di Salemi, grazie anche a quella che è stata la zona rossa prima e la paura provata ad agosto/settembre perché quel focolaio aveva allarmato tutti anche per una possibile nuova chiusura. Tutto questo accompagnato da continui appelli, ma come si diceva senza clamori, e con i controlli fatti in modo da non scoraggiare la circolazione delle persone, e nel chiedere il rispetto delle regole, hanno sortito il loro effetto e stiamo così affrontando meglio l'emergenza pandemia che in passato.
Sindaco Venuti, parliamo del PD di cui è segretario provinciale. Il partito marsalese sta facendo ancora l’analisi dopo la sconfitta delle amministrative. C’è chi chiede l’azzeramento dei vertici marsalesi, a come se fosse una colpa della segretaria che ci ha messo la faccia e ha scommesso su se stessa candidandosi. Da dove vogliamo ricomporre questo PD?
L'ho detto già in passato, lo trovo un modo spicciolo per non affrontare i problemi e addossare responsabilità. Con sconfitte del genere ci sono responsabilità diffuse. Bisogna ripartire con determinazione, con forza e soprattutto riallacciare il contatto con le persone. E invece si deve ripartire da quello che sta facendo il circolo che sta facendo una lodevole iniziativa del Natale solidale, un momento di incontro con la città, per fare qualcosa che possa arrivare a chi in questo momento sta ai margini. In questo momento fare arrivare un segnale di solidarietà a chi è in difficoltà credo sia un fatto importante. E il circolo di Marsala sta facendo bene. Ecco sulle questioni concrete io credo si possa ripartire. Se continuiamo a praticare lo sport preferito in politica, cioè lo scaricabarile in politica, non sono appassionato alla discussione. Credo che coloro che lo praticano farebbero bene a farsi vedere al circolo di Marsala per dare un contributo di solidarietà ai marsalesi, sarebbe più proficuo piuttosto che pontificare dall’esterno.
Venuti sta lavorando, magari dietro le quinte, per cercare di ricomporre il gruppo del Pd in consiglio comunale a Marsala. Il fatto che non ci sia questa sigla partitica è grave.
Questo è un problema che stiamo provando ad affrontare, sin da subito ho iniziato a tenere i contatti con alcuni degli eletti. Però credo che sia ancora prematuro, bisogna fare evolvere quello che naturalmente sarà l’assestamento dei gruppi. Ci sono i consiglieri dei “Cento Passi” che hanno avuto qualcosa a che fare con il PD, ma anche tutt’ora qualcuno di loro. Credo che si possa fare un ragionamento di prospettiva ma vorrei partire dai contenuti e dagli obiettivi. Deve essere uno strumento per fare ulteriori passi e far radicare ulteriormente il Partito Democratico.
Sindaco Venuti, torniamo alle cose amministrative, ha colpito molto nei giorni scorsi l’avviso del Comune di Salemi per dare i contributi straordinari alle imprese che hanno subito danni economi dal lockdown, in pratica date la metà di quello che dà la Regione e questo non depone a favore di Turano e soci.
Fermo restando che non si risolve con questo contributo il disagio che si sta vivendo, è stato giusto che quei fondi ritornassero ad una comunità che ha vissuto il problema della zona rossa. Secondo quelli che sono i codici ateco, che erano chiusi in quel periodo, noi senza duplicare gli aiuti di Stato e della Regione, mettiamo in campo degli aiuti che sono risultato corposi. Dobbiamo fare il possibile e l’impossibile per stimolare le attività economiche e lo stiamo facendo anche per l’apertura delle nuove attività.
Avete fissato al 15 gennaio la data ultima per le domande per vere un contributo per l’apertura di un’attività nel centro storico.
Un aiuto concreto, fino a diecimila euro a fondo perduto, che serve a far rivivere il centro storico, via via sempre più abbandonato e così può tornare a vivere di modo che possa essere un volano di sviluppo, non solo della città ma anche del territorio. I borghi oggi rappresentano un punto di riferimento per il turismo esperienzale e si trovano al centro del piano di ripartenza e resilienza del Governo e sul quale stiamo collaborando come Borghi più belli d’Italia che possono dare un contributo alle politiche che possono essere produttive per dell’intero territorio.