Egregio direttore,
le scrivo questa mail perchè proprio ieri, lunedì 1 Febbraio, a causa del covid, è mancata all'ospedale Paolo Borsellino una persona a me cara, il mio punto di riferimento non essendo io marsalese, una persona piena di vita, in buona salute e senza patologie pregresse, se mai se lo stesse chiedendo.
Ma no è certamente per questo che scrivo, non voglio mettere in guardia nessuno sul rischio covid, fior di studiosi ormai da mesi in televisione non fanno altro, e nonostante tutto vedo assembramenti di ogni genere, ristoranti aperti in barba alle disposizioni e perfino medici negazionisti in televisione.
Quello che desidero fare con la presente mail è invece ringraziare. Ringraziare prima di tutto i medici ed infermieri del Paolo Borsellino, quelli del reparto covid che hanno accolto mio suocero e quelli della terapia intensiva che hanno fatto di tutto per strapparlo alla morte.
Noi non conosciamo i volti di queste persone, aspettavamo con ansia la telefonata giornaliera ed abbiamo imparato a riconoscere la voce del dottor Puletto piuttosto che del dottor Impastato, alcuni essenziali nelle informazioni altri più esaustivi ma tutti ugualmente gentili. Abbiamo riflettuto molto sull'importanza del lavoro che stanno svolgendo, operazioni di vestizione lunghissime, paura di infettarsi e portare il virus a casa, turni devastanti ed infine dare notizie ai parenti. Spesso notizie positive ma a volte, come nel nostro caso, non buone. E' per questo che in un momento così difficile per me, la mia compagna e tutta la nostra famiglia, vogliamo ringraziare tutto il personale medico e paramedico che ha assistito il nostro congiunto, sicuri che abbiano fatto tutto il possibile e certi che lo abbiano assistito moralmente fino alla fine, facendogli sentire il calore umano che noi non abbiamo potuto garantire.
Distinti saluti
C.