Sessanta milioni per la sanità: Trapani prima in Sicilia per investimenti
La sanità siciliana prova a ridisegnare la propria rete di servizi con un nuovo pacchetto di investimenti da quasi 100 milioni di euro. La Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento del Documento Unitario di Programmazione degli Investimenti Sanitari in Sicilia (DUPISS), che prevede quindici interventi distribuiti nell’Isola tra nuovi ospedali, tecnologie sanitarie, strutture territoriali e opere di ristrutturazione.
La delibera e le risorse in campo
Il via libera è arrivato con la delibera numero 200 del 14 maggio 2026. Il piano mobilita complessivamente 98,19 milioni di euro, provenienti in larga parte dai fondi ex articolo 20 della legge 67 del 1988, che valgono oltre 95 milioni. A questi si aggiungono 2,6 milioni del Fondo per l’avvio di opere indifferibili e poco più di 500 mila euro coperti direttamente dal bilancio regionale.
La programmazione punta a mettere ordine nel sistema degli investimenti sanitari siciliani, coordinando edilizia ospedaliera, innovazione tecnologica, assistenza territoriale e adeguamento delle strutture. Una strategia che tiene conto anche dell’aumento dei costi registrato negli ultimi anni, tra rincari energetici, crescita del prezzo dei materiali e tensioni internazionali che hanno inciso sui cantieri già programmati.
Una rete sanitaria più integrata e territoriale
Il DUPISS supera così la logica degli interventi singoli e scollegati, cercando di costruire una visione unica della rete sanitaria regionale. L’obiettivo dichiarato è duplice: rendere gli ospedali più moderni e sicuri e, allo stesso tempo, rafforzare la medicina territoriale per intercettare i bisogni sanitari prima che diventino ricoveri evitabili o accessi impropri ai Pronto Soccorso.
Il quadro finanziario complessivo degli investimenti
Nel quadro economico generale rientra anche l’Accordo di Programma sottoscritto a dicembre 2024, che vale complessivamente 783,2 milioni di euro. Per il 2026 restano disponibili quasi 339 milioni di euro tra quota statale e regionale, risorse che alimentano la nuova fase della programmazione. Una parte significativa del piano riguarda la riorganizzazione della sanità territoriale prevista dal PNRR. Alcuni progetti inizialmente finanziati attraverso la Missione 6 vengono ora trasferiti sulle risorse ex articolo 20 per garantire continuità agli investimenti ed evitare rallentamenti. In tutto sono nove gli interventi coinvolti tra Case della Comunità e Ospedali di Comunità.
Trapani guida gli investimenti in Sicilia
La provincia che assorbe la fetta più consistente delle risorse è Trapani, con oltre 60 milioni di euro. Il progetto principale è il nuovo ospedale di Alcamo, finanziato con 55 milioni di euro. Si tratta dell’intervento più rilevante dell’intero DUPISS 2026 e destinato a incidere sull’assetto sanitario dell’area trapanese. Nella stessa provincia rientra anche la Casa della Comunità di Trapani, per un investimento di 5,53 milioni di euro. Seconda per volume di risorse è l’area dell’Asp di Palermo, con due interventi per quasi 8,8 milioni di euro: la Casa della Comunità di Lampedusa, da 5,44 milioni, e la ristrutturazione del padiglione 27 dell’ospedale Pisani, finanziata con 3,35 milioni. A Catania il piano concentra tre interventi dedicati all’assistenza territoriale e intermedia: la Casa della Comunità di Acireale da 1,95 milioni di euro, l’Ospedale di Comunità di Catania da 2,99 milioni e quello di Ramacca da 3,48 milioni. Agrigento riceve fondi sia per l’innovazione tecnologica che per la medicina territoriale. Il piano prevede infatti l’acquisto di un sistema di chirurgia robotica da oltre 3,2 milioni di euro e la realizzazione della Casa della Comunità di Cattolica Eraclea, con 2,56 milioni.
Nel Siracusano arrivano risorse per la Casa della Comunità di Rosolini, da 2,27 milioni di euro, e per l’Ospedale di Comunità di Noto, da 2,82 milioni.
A Caltanissetta il finanziamento riguarda l’Ospedale di Comunità di Santa Caterina Villarmosa, con un investimento da 4,8 milioni.
Due gli interventi previsti anche in provincia di Enna: la Casa della Comunità di Barrafranca, da 1,46 milioni di euro, e l’Ospedale di Comunità di Agira, da 1,49 milioni.
Messina, invece, concentra la programmazione sulla diagnostica ospedaliera, con l’acquisto di una nuova risonanza magnetica per l’ospedale di Milazzo, dal valore di circa 1,8 milioni di euro.
Dalla programmazione all’attuazione dei cantieri
Adesso la partita si sposta sull’attuazione concreta. La programmazione dovrà trasformarsi in cantieri aperti, tecnologie installate e servizi realmente operativi. Un passaggio cruciale soprattutto per le Case della Comunità, visto che il cronoprogramma nazionale del PNRR fissa entro giugno 2026 l’attivazione dei servizi territoriali previsti dalla Missione 6.
Iter amministrativo e prossimi passaggi
Dopo l’approvazione della Giunta, il provvedimento passa ora agli uffici del Dipartimento regionale Bilancio e Tesoro per gli adempimenti relativi alla quota di cofinanziamento regionale. La delibera sarà inoltre trasmessa all’Assemblea regionale siciliana secondo la normativa vigente.
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