Giuseppe Cimarosa, miglior interprete maschile del Gala d’Oro in Festival
È al castelvetranese Giuseppe Cimarosa che va il premio per il miglior interprete maschile del Gala d’Oro in Festival 2021, promosso da Veronafiere.
La miglior interprete femminile è invece Gessica Notaro.
Entrambi con una particolare storia alle spalle.
Giuseppe Cimarosa ha detto no alla cultura mafiosa, convincendo il padre a pentirsi. Mentre Gessica Notaro è stata vittima dell’aggressione dell’ex fidanzato che l’aveva sfregiata con l’acido (e che, nel dicembre scorso, è stato condannato definitivamente a 15 anni e mezzo di carcere).
L’esibizione di Cimarosa è stata “La spada di Zeus”, una favola equestre a tema mitologico, che ha portato a questa eccellente premiazione determinata da una giuria tecnica. In precedenza invece, attraverso il voto del pubblico, si era già classificato terzo.
Gli abbiamo fatto un paio di domande.
Che cosa rappresenta per lei questo risultato?
Sono felice! Era il massimo che potessi desiderare.
Gli altri concorrenti sono dei grandi, per questo pensavo che magari avrei vinto il premio come miglior costume, ma non immaginavo di vincere quello come migliore interprete maschile.
Mi ha chiamato Jessica Notaro, che ha vinto il premio come migliore artista femminile. Per me è come una sorella e vincere insieme questo galà è stata proprio una grande emozione.
Insieme al suo talento artistico, la sua storia di ribellione alla mafia ed il suo ruolo nell’aver spinto suo padre a pentirsi, rimane comunque uno dei punti cardine della sua identità.
Certo. E’ una storia che non è mai stata un punto di forza, ma un limite. Da un punto di vista lavorativo, soprattutto qui in Sicilia, ho sempre trovato degli ostacoli, perché è una storia che ha prodotto timore e diffidenza nei miei confronti. Mi riferisco alle istituzioni, alla politica, agli enti organizzativi. Malgrado questo però sono riuscito ad esprimermi lo stesso nella mia arte. E quindi questa vittoria che mi sono sudata per me vale il doppio. Anzi, il triplo.
Adesso spero soltanto che chi è ancora vittima del pregiudizio, si possa ricredere e considerarmi per quello che so fare. Mi piacerebbe sentire la mia città orgogliosa di me. Ho vinto questo premio. E’ sufficiente per poter vivere da artista a Castelvetrano?
Egidio Morici
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