×
 
 
01/06/2026 09:37:00

Torna il Marsala Jazz Festival: dopo 23 anni il grande jazz rientra nelle cantine della città

C'è stato un tempo in cui Marsala era una delle capitali italiane del jazz. Un tempo in cui, nelle sere d'estate, era possibile ascoltare sullo stesso palco artisti come Brad Mehldau e Chick Corea, oppure assistere a concerti diventati leggendari come quelli di Pat Metheny e Charlie Haden tra le botti delle cantine marsalesi.

Quel tempo sembrava finito. Invece, dopo oltre vent'anni di silenzio, il Marsala Jazz Festival torna a vivere.

Dal 22 al 26 luglio, le storiche cantine Pellegrino, Donnafugata e Fina ospiteranno la nuova edizione della manifestazione che tra il 1995 e il 2003 trasformò Marsala in una delle principali destinazioni italiane per gli appassionati di jazz.

Il ritorno porta una firma nota: quella di Pompeo Benincasa, ideatore e direttore artistico del festival, anima di Catania Jazz e protagonista di una delle stagioni culturali più importanti mai vissute dalla città.

 

Un festival che ha fatto la storia

 

La prima edizione risale al 1995. L'ultima al 2003. Nel mezzo nove anni che hanno segnato profondamente la vita culturale marsalese.

Il Marsala Jazz Festival riuscì in pochi anni a conquistare una reputazione nazionale, diventando uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama jazzistico italiano, secondo solo a Umbria Jazz secondo molti osservatori del settore.

Sul palco marsalese si alternarono alcuni dei più grandi nomi della scena mondiale. Concerti che ancora oggi vengono ricordati dagli appassionati e che contribuirono a costruire un'immagine diversa della città: aperta, internazionale, capace di attrarre pubblico e artisti da tutta Europa.

Eppure, nel 2003, tutto si fermò.

"Perché è morto il festival jazz a Marsala? Non si saprà mai", scrive oggi Benincasa, con una punta di amarezza che il tempo non sembra aver cancellato.

 

Una storia di addii e ritorni

 

Il direttore artistico racconta di avere pagato personalmente un prezzo molto alto per quella vicenda. Tanto da promettere a sé stesso che non avrebbe mai più organizzato eventi a Marsala.

Una promessa mantenuta per oltre vent'anni.

Poi qualcosa è cambiato.

Negli ultimi mesi alcuni concerti organizzati in città hanno mostrato un interesse sorprendente da parte del pubblico. Cantine, santuari e luoghi lontani dai tradizionali circuiti culturali si sono riempiti di spettatori.

Da lì è nata l'idea di ripartire.

"E' nata così l'idea di ritentare, ripartendo da dove avevamo finito, dalle due memorabili serate di Pat Metheny in una cantina", racconta Benincasa.

Non è un caso che la nuova edizione scelga proprio le cantine come palcoscenico privilegiato. Perché il vino e il jazz, a Marsala, hanno condiviso alcune delle pagine più belle di quella storia.

 

Il programma

 

Il festival si aprirà il 22 luglio alle Cantine Pellegrino con il concerto di Raphael Gualazzi.

Il 23 luglio, alle Cantine Donnafugata, doppio appuntamento con due prime italiane assolute: alle 21 il duo formato da Yaniel Matos e Victor Zamora, mentre alle 22.30 salirà sul palco il quartetto del pianista Ricardo Toscano.

Il 24 luglio sarà la volta della cantante e compositrice Yumi Ito, in esclusiva italiana, seguita dal Daniel Garcia Trio per la prima regionale assoluta.

Le ultime due serate si svolgeranno alle Cantine Fina. Il 25 luglio protagonista sarà il musicista cubano Alain Perez con la sua orchestra, in prima nazionale. Chiusura il 26 luglio con Cedric Hanriot e il progetto "Time Is Colour - Vol. 3", in esclusiva italiana.

Nessun contributo pubblico

 

Uno degli aspetti sottolineati dagli organizzatori riguarda la totale assenza di finanziamenti pubblici.

"Non abbiamo alcun contributo pubblico", evidenzia Benincasa.

Il futuro della manifestazione dipenderà quindi esclusivamente dalla risposta del pubblico e dalla capacità del festival di attrarre spettatori non soltanto da Marsala e dalla provincia di Trapani, ma da tutta la Sicilia e, come accadeva in passato, anche da fuori regione.

L'obiettivo dichiarato è ambizioso: fare di questa edizione il punto di partenza per un rilancio stabile del festival, con un programma più lungo e un numero maggiore di concerti già dal prossimo anno.

 

Una tradizione che parte da lontano

 

La storia del jazz a Marsala, in realtà, affonda le sue radici ancora prima del 1995.

Negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, grazie all'impegno di appassionati e musicisti locali come Giacomo Bertuglia, nacquero le prime rassegne che prepararono il terreno per quello che sarebbe diventato il Marsala Doc Jazz Festival.

In quegli anni la città ospitò artisti come Branford Marsalis, John Patitucci e Tito Puente, affiancando ai concerti seminari e attività formative che contribuirono alla diffusione della cultura jazzistica in Sicilia.

 

Oggi, a oltre vent'anni dall'ultima edizione, il ritorno del Marsala Jazz Festival rappresenta qualcosa di più di una semplice rassegna musicale. È il tentativo di riannodare un filo interrotto, recuperare una stagione culturale che molti ricordano con nostalgia e riproporre Marsala come luogo capace di ospitare eventi di livello internazionale.

Il resto, come dice Benincasa, sarà nelle mani del pubblico. E dei suoi biglietti.