Una panchina arcobaleno e la giornata contro l'omofobia. La proposta del Pd di Castelvetrano
"Istituire la giornata internazionale contro l'omofobia e installare una panchina arcobaleno". Lo hanno proposto, con una mozione, i consiglieri comunali del Pd di Castelvetrano Marco Campagna e Monica Di Belle
"Le immagini dell’aggressione subita da due ragazzi gay sulla banchina metropolitana di Roma mentre si scambiavano un bacio mostrano drammaticamente il volto dell’omofobia è più in generale la violenza e le discriminazioni nei confronti delle persone lesbiche, gay e non conformi alle norme di genere e della sessualità. Un bacio non può diventare una colpa. Quando parliamo di linguaggio aggressivo, di narrazione sbagliate parliamo di questo. Abbiamo una responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. Rendiamo migliori oggi i nostri cittadini".
"E’ necessario sollecitare l’avvio dell’iter della legge Zan e passare a fatti concreti chiedendo la calendarizzazione del ddl fermo al Senato, perché è un avanzamento importante e perche’ i diritti civili e sociali vanno insieme, non sono in alternativa.
Ecco perché vogliamo impegnare l’amministrazione a celebrare il 17 maggio la Giornata Internazionale contro l’omofobia e a provvedere ad installare una panchina arcobaleno con apposita targa per ricordare le vittime di omobitransfobia".
“La ricorrenza del 17 maggio è stata scelta, in ambito internazionale, per promuovere il contrasto alle discriminazioni, la lotta ai pregiudizi e la promozione della conoscenza riguardo a tutti quei fenomeni che, per mezzo dell’omofobia, della transfobia e della biofobia, perpetrano continue violazioni della dignità umana. Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale costituiscono una violazione del principio di eguaglianza e ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana che trovano, invece, specifica tutela nella nostra Costituzione e nell’ordinamento internazionale. È compito dello Stato garantire la promozione dell’individuo non solo come singolo, ma anche nelle relazioni interpersonali e affettive. Perché ciò sia possibile, tutti devono essere messi nella condizione di esprimere la propria personalità e di avere garantite le basi per costruire il rispetto di sé. La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all’attenzione, al rispetto e alla parità di trattamento che si riceve dagli altri. Operare per una società libera e matura, basata sul rispetto dei diritti e sulla valorizzazione delle persone, significa non permettere che la propria identità o l’orientamento sessuale siano motivo di aggressione, stigmatizzazione, trattamenti pregiudizievoli, derisioni nonché di discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale”, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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