I conti non tornano. Il disastro annunciato della sanità siciliana
Disastro annunciato quello della Sanità siciliana, che è guidata dall’irrinunciabile Ruggero Razza.
I conti non tornano, ci sono altri guai da risolvere: la spesa del personale per tutto il 2021 supera il tetto massimo.
Certo, la pandemia è stato un accadimento che nessuno poteva prevedere, ripetono così sia Razza che il presidente Nello Musumeci. Ma è una giustificazione che vale solo per alcuni e non certo per il responsabile della sanità regionale, né in verità per quello precedente, oggi deputato del Pd Baldo Gucciardi, perché ogni Regione dovrebbe avere un Piano Pandemico adeguato e soprattutto aggiornato, mentre quello della Sicilia risale al 2015.
Sarebbe meglio specificarle certe deleghe e funzioni, perché l’assessore alla Sanità non è solo quello che mette a posto i conti e che toglie reparti da un ospedale per andarli a riposizionare altrove. E' anche il garante e tutore della salute pubblica, dovrebbe essere capace a fronteggiare pure una pandemia.
E difatti è proprio il diffondersi del Covid-19 che ha messo a nudo le falle della politica e di una classe dirigente che in buona parte si è mostrata inadeguata.
Si corre ai ripari, lo scrive Mario La Rocca, dirigente dell’assessorato in questione, ai manager delle Asp. Lo sperpero di danaro per contrastare il Coronavirus è stato immane, adesso c’è un immediato cambio di marcia, a cominciare dalle assunzioni che sono state fatte ovunque, dal personale ospedaliero a quello amministrativo. Con il famoso click day molti consiglieri comunali, a Trapani, sono stati assunti negli hub vaccinali, tanto per sottolineare un aspetto.
C’era da aspettarselo, si tratta di 600 milioni di euro solo per il 2020 serviti per i macchinari, per i tamponi, per il personale assunto.
Nel frattempo Razza ha un altro problema da risolvere con i medici di famiglia, la Federazione italiana dei medici di medicina generale boccia la possibilità di rilasciare i green pass Covid presso gli ambulatori: “È persino imbarazzante”, dice il segretario regionale Luigi Galvano, che continua: “non si possono trasformare in tecnici informatici e amministrativi i nostri medici, soprattutto in Sicilia”.
Quello che i medici lamentano è il mancato dialogo a fronte anche del fatto che il rilascio del Green pass ritarderebbe le visite ad altri pazienti e ingolferebbe tutto il sistema.
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