13/07/2021 16:25:00

Trapani, ennesimo scontro tra il sindaco Tranchida e l'animalista Rizzi

Ancora scontro tra il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ed Enrico Rizzi.

Tutto nasce da una presa di posizione dell'animalista che dopo aver prestato soccorso ad un cane randagio che rischiava di morire per la strada ha dichiarato: “Un sindaco che dopo quattro anni che amministra la città non è ancora riuscito a garantire un intervento di pronto soccorso per gli animali, dovrebbe avere la dignità di dimettersi”. Dichiarazione ribadita anche nel suo profilo Facebook. Apriti cielo. Tranchida è stato tempestato di messaggi che lo stesso considera denigratori e cosi “ho dato mandato all'ufficio legale di di sporgete denuncia per diffamazione”, dichiara. 

“Ciò che sconcerta vivamente – dichiara il primo cittadino -  è che all'interno della bacheca, così come sul mio profilo fb personale ed ancora su quello istituzionale del comune di Trapani, si sono registrati interventi che travalicano i limiti della continenza e di una critica misurata con un inutile denigrazione, trascendendo in attacchi personali gratuiti e diffamatori, diretti a colpire su un piano individuale la mia figura morale individuale e di uomo pubblico, trasformando una legittima occasione di confronto su un tema così importante e sentito in una inaccettabile tempesta di insulti, mortificando di fatto il nobile fine".

La replica di Rizzi non è tardata ad arrivare: "Il ragioniere Tranchida non riesce a dare uno straccio di giustificazione al fatto che dopo 4 anni dal suo insediamento il Comune di Trapani non disponga di un servizio per il recupero di randagi bisognosi di urgenti cure mediche, costringendo i poveri agenti della Polizia Locale a chiedere ai cittadini di SOSTITUIRSI ad un dovere di legge delle Istituzioni, proprio come accaduto ieri. Ed ancora: “Conosco il ragioniere Tranchida, scusarsi non è nel suo stile, anzi, come al suo solito divide il mondo fra i suoi amici e chi si permette il “lusso” di criticarlo, automaticamente iscritto nella lista dei cattivi”.

Infine, l'affondo finale: “Vorrei anche sapere, da cittadino, come mai si rivolge all’ufficio legale del Comune per presunte offese sulla sua pagina personale Facebook: non sarebbe meglio pagarsi da solo un avvocato, invece di farlo pagare ai cittadini?”.

 

 



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