23/09/2021 20:45:00

Anche i "ricchi" della Lega piangono

 Anche i ricchi piangono. La telenovela amata nel belpaese alla fine degli anni 70 inizio 80. In Italia nasceva canale 5 e interruppe il monopolio di mamma Rai.

Nel 1982 Mondadori lanciò rete4 per cederla nel 1984 a Berlusconi e non solo la TV, le persone più mature ricordano la guerra di Segrate per il possesso dei mezzi di comunicazione di massa tra il Caimano e De Benedetti il cui episodio principe fu il lodo Mondadori. Poi l'uomo che aspira al Quirinale comprò anche Italia 1 da Rusconi. Proprio su rete4 fu trasmessa per otto mesi nel 1993 la soap opera. Il titolo è diventata una locuzione che indica persone molto benestanti che devono affrontare disgrazie economiche. Si mutua l'intestazione per narrare ciò che sta accadendo alla Lega, ricca di consensi elettorali. Sicuramente non ha pianto Salvini allorquando l'eurodeputata Francesca Donato in disaccordo sulla scelta dell'utilizzo del Green Pass,che ha definito liberticida,o perché ebbra del successo alle comunali di Marsala 2020 ,ha deciso di lasciare il Carroccio, sostenendo che è prevalsa la posizione di Giorgetti.

A domanda, ha timori per l'unità del partito? "Assolutamente no", e "chi va lo ringrazio, lo saluto e tanti auguri". Così il segretario della Lega. Un malessere in via bellerio esiste, lo ha testimoniato la vicenda Durigon che voleva cambiato il toponimo di una parco a Latina sua città natale dall'attuale Falcone e Borsellino nella precedente denominazione Arnaldo Mussolini fratello del Duce, lo stesso che durante una cena disse ad un interlocutore che sui 49 milioni di € per i rimborsi elettorali l'alto ufficiale della guardia di finanza che si occupa delle indagini " lo abbiamo messo lì noi".

Sulle pressioni anche di Giorgetti e Zaia, il protagonista ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario, nonostante l'ex vicepresidente del consiglio dei ministri non gradisse.

Papeete man gode della lealtà appunto dell'esponente dell'agro pontino, di Zanni, Rinaldi Borghi e Bagnai ma è in diminuzione quella degli imprenditori del settentrione che ritengono un'opportunità imperdibile la gestione delle risorse del Next generation UE e non sopportano le derive anti euro dei Salviniani. La fronda è composta dai "governativi": Giorgetti, Zaia, Fontana, Fedriga e da Maroni fuori dall'agone politico che accusò l'ex ministro degli interni di aver usato mezzi stalinisti nei suoi confronti. Le amministrative d'ottobre stabiliranno se "anche i ricchi piangono".


Vittorio Alfieri



L'Alfiere | 2021-10-19 02:05:00
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