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29/09/2021 06:00:00

Sicilia. Acque agitate per Musumeci. Dalla Lega a Micciche, gli alleati si sfilano

 E alla fine cadde per mano dei suoi stessi alleati, è questa l’inesorabile via che si apre dinanzi a Nello Musumeci, governatore che decide in autonomia.

Gianfranco Miccichè non ama lo stile del presidente, non gli è andato giù l’out out nei confronti della Lega che Miccichè sa bene essere alleati di coalizione. Musumeci si gioca la candidatura, potrebbe non trovare il sostegno nella sua maggioranza, a stargli a fianco i fedelissimi di sempre. Pochi per poter vincere una campagna elettorale regionale.


E’ Matteo Salvini ad agitare le acque? Non proprio. Gli alleati hanno trovato l’espediente per poter criticare le scelte dell’esecutivo, per indicare Musumeci come il presidente che decide tutto da solo senza confrontarsi con i partiti che lo sostengono, ma poi i voti sono proprio quest’ultimi a portarli in dote.

Miccichè non dà per scontata la candidatura dell’attuale presidente, sostiene invece che a deciderla siano i partiti e che un peso in più dovrà averlo quel partito con maggiori consensi, e Forza Italia in Sicilia ha ancora una percentuale a due cifre.

La reazione del governatore sulla candidatura lanciata dalla Lega, con Nino Minardo in campo, non è andata giù al presidente dell’ARS, di cui peraltro è amico personale ( Minardo proviene dal mondo forzista).

Per Miccichè, però, si può discutere sul nome da candidare alla presidenza della Regione ma non sulla coalizione, che ha intendimento di allargare, il dialogo con Italia Viva è frequente, lo ha detto lo stesso Matteo Renzi a Palermo.

Insomma, stop all’atteggiamento di Musumeci che tira dritto e non ascolta, non condivide con la colazione che lo ha portato al governo. Alla fine più che per politica Musumeci cade per la componente caratteriale.

I problemi sono pure legati al suo movimento Diventerà Bellissima, da una parte c’è la fronda che vorrebbe andare in federazione con la Lega e un’altra fronda che sceglie Giorgia Meloni. Questa divisione interna potrebbe portare alla scomposizione dell’atomo.

Miccichè è pronto ad allargare la coalizione anche ad Italia Viva ma unicamente nel campo del centro destra che comprende sia il partito della Meloni che quello di Matteo Salvini.

Partiti che lavorano sotto traccia, dialoghi aperti ovunque ma ci sarà da attendere l’elezione del presidente della Repubblica, febbraio non è poi così lontano.



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