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10/10/2021 06:00:00

Marsala, l'omicidio di Luigi Loria. Lite tra due gruppi familiari iniziata un mese fa

Altri particolari sull’omicidio del 28enne marsalese Luigi Loria vengono fuori dagli interrogatori di garanzia, davanti al gip di Marsala Sara Quittino, (come anticipato ieri da Tp24) di due dei tre romeni (i due maggiorenni) fermati, venerdì mattina, dalla polizia. Ed emergono anche le cause scatenanti, almeno secondo la versione di una parte, della sanguinosa rissa.

I due romeni maggiorenni, su consiglio del loro legale, l’avvocato Vincenzo Forti, non si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e hanno spiegato che i litigi tra il loro gruppo familiare e quello dei Loria erano iniziati circa un mese fa, perché alcuni tra i secondi si sarebbero intrattenuti sotto casa loro, in via Vaccari, la stradina che collega via Frisella alla centralissima piazza della Repubblica, fino a tarda notte, anche le 3 o le 4 del mattino, bevendo alcolici, facendo un gran baccano e talvolta persino facendo la “pipì” sul portone d’ingresso dei romeni.

E alle proteste di questi ultimi, i marsalesi avrebbero replicato, sempre secondo la versione dei due romeni, con sberleffi, insulti e persino minacce di morte. E giovedì sera, quando il 38enne Constantin Tapu ha incontrato alcuni dei Loria in via Curatolo, nei pressi della pizzeria Carpe Diem, avrebbe riaperto il discorso, ammonendoli a non farlo più. Per questo, sarebbe stato aggredito e selvaggiamente picchiato. Lui ha, quindi, chiesto aiuto al figlio e ad un nipote. E uno dei due, Ion Nadoleanu, di 20 anni, ha sferrato due coltellate, una al collo e l’altra allo sterno, a Luigi Loria, poi deceduto, nella notte, al Pronto soccorso dell’ospedale “Paolo Borsellino”.

Al giudice, Nadoleanu ha detto che non era sua intenzione uccidere, ma fermare il pestaggio del familiare (“i Loria gli davano calci in testa mentre era a terra”). Ammettendo le sue responsabilità, Nadoleanu ha detto che dopo avere ferito al collo il Loria, lo ha colpito “accidentalmente” allo sterno scivolando sul basolato della strada.

Al termine degli interrogatori, l’avvocato Forti si è associato alla richiesta della Procura di confermare la custodia cautelare in carcere. “Ciò anche nell’interesse dei miei assistiti” ha spiegato il legale. Si temono, infatti, vendette. Per altro, da qualcuno preannunciate anche sui social. Al termine dell’udienza di convalida, l’avvocato Vincenzo Forti ha commentato: “La vicenda è drammatica sia sotto il profilo personale, perché è morto un 28enne per motivi banali, che sociale per la totale assenza dello Stato, che della famiglia e della scuola, che si limitano ad istruire e non ad educare. E’ un campanello d’allarme per l’intera società, perché è troppo facile trovare per strada cocaina e alcool. Il Bronx è dietro l’angolo e non ci possiamo stupire se accadono fatti del genere”.

Dalle analisi tossicologiche è emerso che nel sangue dell’ucciso c’erano tracce di alcool e cocaina. L’interrogatorio del terzo romeno arrestato, un ragazzo di 16 anni, cugino di Nadoleanu, è previsto per domani (lunedì alle 9) davanti al Tribunale per i minorenni di Palermo. Il ragazzo è rinchiuso nel carcere Malaspina.

Per i tre romeni, le accuse a vario titolo contestate sono rissa, omicidio volontario e porto abusivo di arma da taglio. Per Giuseppe e Katia Loria, invece, l’accusa è rissa aggravata.

L’accaduto, naturalmente, pone ancora una volta il problema della sicurezza in città, ma anche nelle periferie, dalle quali, negli anni scorsi, sono partite petizioni popolari, inviate anche al ministero dell’Interno, con cui si chiedevano più uomini e mezzi per le forze dell’ordine. Richieste rimaste inascoltate.



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