Mafia ed estorsioni, arrestato un uomo a Castellammare. Aiutava la famiglia Gambino di New York
E’ stato catturato a Castellammare del Golfo dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Trapani e del locale Commissariato di P.S. uno dei soggetti coinvolti nell’ operazione internazionale “Under Boss”, finito in carcere su ordine della Procura Generale presso la Corte di Appello di Potenza.
L’attività d’indagine, svolta dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile della Questura di Matera, con la collaborazione dell’Interpol, aveva portato nel 2015 all’arresto di 8 persone ritenute responsabili del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla transnazionalità, commessa ai danni di un imprenditore materano da esponenti della organizzazione mafiosa newyorkese denominata “famiglia Gambino”, che si avvalevano della collaborazione sul territorio nazionale di pregiudicati lucani, campani e siciliani.
Le investigazioni permisero di svelare tutta la vicenda. Negli anni ’80 un imprenditore materano ottenne un prestito di 300 milioni di lire dalla famiglia Gambino, grazie all’intermediazione di un pregiudicato lucano che da giovane aveva fatto parte di quella organizzazione criminale. La somma nel tempo restituita dall’imprenditore fu molto maggiore del prestito iniziale, in quanto allo stesso furono applicati tassi usurari, ma, evidentemente, questo non fu sufficiente per gli esponenti dell’ organizzazione mafiosa italo- americana.
Così la “famiglia” si rifece viva inviando a Matera un emissario che nell’ambito dell’associazione ricopriva il prestigioso ruolo di Vicecapo (“Underboss” in inglese). Nel 2014 lo stesso, accompagnato da altri due emissari mafiosi americani, si presentò dall’imprenditore per esigere una somma nel frattempo salita a un milione di euro. Il piano fu interrotto dall’intervento della Polizia di Stato.
L’epilogo della vicenda, lo scorso fine settimana, quando uno dei condannati, sessantaduenne, è stato rintracciato e catturato dagli agenti della Polizia di Stato della Questura di Trapani ed è finito in carcere.
Libero Grassi, 35 anni dopo. Schifani: «Denunciare è il primo passo per essere liberi»
Trentacinque anni dopo, il messaggio di Libero Grassi resta di una semplicità quasi disarmante: il pizzo non si paga. E chi decide di ribellarsi alla mafia non può essere lasciato solo. È questo il senso della commemorazione...
Come scegliere la scuola calcio giusta per il proprio figlio o la propria...
Quando si iscrive un figlio a una scuola calcio non si sceglie soltanto dove farà allenamento. Si scelgono le persone con cui trascorrerà diverse ore della settimana, l'ambiente nel quale imparerà a stare in...
35 anni fa veniva ucciso Libero Grassi
Trentacinque anni dopo, quella macchia rossa è ancora lì. Questa mattina, come ogni 29 agosto, i figli Alice e Davide Grassi hanno ridipinto di rosso il marciapiede di via Vittorio Alfieri, a Palermo, nel punto in cui Libero Grassi...
Sezioni
