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11/11/2021 06:00:00

Castelvetrano. Pelliteri si dimette dalla giunta Alfano, “Vi spiego perché ho lasciato"

 Lontano dalla posizione dei vertici burocratici del comune, si dimette, con una lettera al primo cittadino, l’assessore Filippo Pellitteri. Era stato nominato nel novembre 2020 dal sindaco Enzo Alfano, che gli aveva affidato la delega al bilancio e tributi.

Gli abbiamo fatto qualche domanda.

 

Nella sua lettera di dimissioni, lei ha sottolineato l’esigenza di avviare le procedure esecutive, piuttosto che fermarsi alla mera e costosa “aggettivazione” portata avanti dalla burocrazia comunale. Limitazione che non può non far pensare alle dinamiche che, nel corso di più sindacature, hanno portato al dissesto finanziario, cioè a quella tendenza a vantare crediti che non si sarebbero mai potuti riscuotere. E’ così?

 

E’ probabile. Più volte nelle sedi gestionali dell’ente, ho premuto affinché venisse accolto un approccio diverso, più funzionale all’obiettivo dell’impinguamento delle casse comunali. Non ho però ricevuto dai massimi livelli burocratici il dovuto supporto nel coinvolgimento dei responsabili dei vari servizi. Ma la visione amministrativa originaria non era questa. E’ come se nel tempo si sia modificata. Spesso, se ai responsabili qualcosa non quadra, secondo le loro abitudini, le loro prassi e le loro operazioni che sono abituati a fare in un solo modo, piuttosto che discuterne con l’assessore, vanno dal sindaco. Alla fine, non ho visto nel sindaco la stessa risolutezza nella realizzazione di quegli indirizzi che io avevo fornito agli uffici. Indirizzi che comunque erano stati concordati anche in giunta. Insomma, tra il dire e il fare, qualcosa si è perso via via.

 

Perché non ha ricevuto l’adeguato supporto degli uffici? Le sue modalità di risanamento erano più severe nei confronti dei debitori? Avrebbe voluto essere più cattivo?

 

Assolutamente no. Si trattava semplicemente di accorciare i tempi, agevolare i pagamenti, offrendo un’alternativa a quel sistema che fino ad oggi non è riuscito a risanare le casse dell’ente. Si sarebbe offerto un maggiore dialogo tra il comune e i cittadini. Fermo restando che se qualcuno deve 100 mila euro, queste possono essere restituite con rateizzazioni, ravvedimento operoso e tutte le agevolazioni di questo mondo, ma devono essere restituite.

 

Ma perché ci si sarebbe arroccati su vecchie posizioni meno funzionali?

 

Forse per questioni di priorità. Che però si scontravano con il mio modo di vedere gli atti che arrivavano dal Ministero, cercando di porre rimedio alle relative prescrizioni. Certo, capisco che ogni assessore ritiene che le proprie misure siano sempre le più prioritarie, ma il risanamento dell’ente non può essere considerato un problema secondario. A questo punto, davvero, spero che il sindaco abbia la possibilità di trovare un’altra persona che, meglio di me, possa contribuire al raggiungimento dell’obiettivo.

Castelvetrano ha la fortuna di avere dei responsabili di ufficio molto competenti, soprattutto nel settore finanziario e legale. Mi chiedo, retoricamente, se magari non sia stato proprio questo il problema: un’ottima competenza che potrebbe aver costituito un freno all’innovazione proposta dall’amministrazione politica. E’ una domanda aperta, che magari può diventare spunto di riflessione, sia tecnica che politica.

 

Ma perché questa resistenza? A voler essere maligni si potrebbe pensare alla tutela di certi interessi?

 

Ma no, gli interessi non c’entrano nulla. Guardi, si tratta semmai di una mentalità, che non è solo castelvetranese, ma è diffusa in tutta la Sicilia. È una mentalità che vuole il siciliano medio restio al cambiamento. Una resistenza che non riguarda soltanto il burocrate, ma anche l’amministratore ed il cittadino stesso. Quasi tutti gli indirizzi che ho dato io, in altri luoghi d’Italia, si sarebbero potuti realizzare nel giro di due o tre mesi. A Castelvetrano ed in gran parte dei comuni siciliani, fatte salve pochissime eccezioni, tutto diventa complicato.

 

E’ uno stallo dal quale non si può uscire?

 

Non credo. Penso che sia soltanto una questione di tempo. Castelvetrano è una città con tante potenzialità, che ho sentito mia sin dall’inizio della mia attività da assessore. Non è affatto vero che se non si è residenti non si ha l’interesse a realizzare le cose. Posso assicurare che l’ho avuto. Lascio soltanto perché ho visto che non ci sono al momento le condizioni per realizzare le mie linee guida per il risanamento.

 

Egidio Morici