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15/11/2021 06:48:00

Salemi. Renato Adamo per la decima volta è campione nazionale paralimpico

Nell’antica Grecia Renato Adamo sarebbe stato portato in trionfo per le vie della polis!

L’atleta di Salemi il suo 10° titolo di campione italiano paralimpico nella categoria T45 (atleti amputati), lo ha conquistato tagliando il traguardo in 1:42:36 alcune settimane fa, correndo nella Palermo International Half Marathon, seconda prova del Running Sicily-Coppa, valida per il titolo italiano paralimpico di Mezza Maratona.

Non si contano la gare a cui ha partecipato e numerosi sono i titoli conquistati. Ne citeremo solo alcuni.
Cominciamo con il sottolineare che Renato e’ detentore di due record nazionali. Nei 400 mt. con 1, 08 e nei 200 mt. con 0:31,33 ottenuto nell’aprile di quest’anno a Siracusa.

Ma quella che vi raccontiamo non e’ solo la storia di un atleta. E’ la storia di un uomo che ha dovuto affrontare mille difficoltà. Una vicenda umana, la sua, esemplare.
Un esempio di vita per tutti e che meriterebbe l’attenzione di studiosi della psiche umana.
Degna di essere conosciuta anche da chi non segue le cronache sportive e soprattutto meritevole di essere presa in considerazione da chi gestisce la cosa pubblica a tutti i livelli e in tutti i settori.

Una storia paradigmatica, che rappresenta plasticamente le condizioni non favorevoli in cui si trova un atleta talentuoso ad operare in una terra avara di mezzi e priva di strutture com’e’ la Sicilia.
Come spesso succede a tanti, anche per Renato c’e’ stato un giorno che ha segnato un punto di svolta alla propria esistenza. Un prima e un dopo.

Uno snodo esistenziale, nel corso il quale, un ruolo fondamentale lo ha interpretato la moglie Santina Abate, non a caso anche lei atleta. Una delle prime donne ad entrare tra le fila della “Podistica Salemitana”, un club con dieci anni di vita, nota ormai su tutte le piste di atletica italiane e siciliane.
Ma andiamo con ordine.

Siamo nel 1996, Renato e’ un giovane e valente muratore venticinquenne..
Un bruttissimo un incidente sul lavoro. Una betoniera in agguato. Una maledetta scarica elettrica. La perdita degli avambracci.
Seguono anni terribili. La riabilitazione fisica e psichica e’ ardua. Al suo fianco sempre e perennemente la moglie.

Sarà tutto merito di Santina se quella menomazione si trasformerà in una risorsa. Fu lei a spronarlo a frequentare la magnifica pista dello stadio San Giacomo di Salemi, dopo 18 anni dall’infortunio.
Il battesimo vero e proprio su una pista agonistica avverrà nell’aprile del 2012.

Da questo momento, per entrambi, nelle rispettive categorie, inizia l’avventura sportiva attraverso i campi di mezza Italia, partecipando ai campionati della FIDAL.
Duecento le gare in cui saranno presenti. Elencarle tutte sarebbe impossibile. Citeremo le più significative.
Il risultato più soddisfacente Santina l’ottiene nel gennaio del 2018 nella Maratona di Messina con 3h57:51.

Mentre il palmares di Renato, molto più vasto, ha segnato quota dieci titoli di campione nazionale, giusto come dicevamo all’inizio, nell’ottobre scorso. Per non parlare delle medaglie d’oro conquistate.
Dall’anno del suo debutto, e’ tutto un susseguirsi di vittorie.

Vince in tutte le gare della sua categoria. Nei campionati regionali Fidal, nelle maratone, a Barletta, Iesolo, Messina, nel campionato regionale Circuito Gran Prix Bronze, a Bagheria, Ancona, Sciacca, Avola, San Vito, Siracusa, Ravanusa.

La maglia indossata da Renato e’ sempre stata quella della Podistica Salemitana di Ignazio Caruccio. Ma quando corre per il Campionato Paraolimpico lo deve con l’Associazione “Parco Sport” di Luigi Bentivegna, motivo per il quale viene indicato come atleta di Altofonte, mentre e’ l’orgoglio di Salemi e i suoi abitanti.

Proprio mentre scriviamo, Renato Adamo, oggi domenica 14 novembre per ha corso la sua ultima gara. Si tratta dell’ VIII Trofeo del Mare città di Bagheria, insieme alla moglie Santina, Antonio Ferruci, Leonardo Carbonello, tutti della Podistica Salemitana.
Non a torto, Renato Adamo e’ stato definito un atleta poliedrico. Per lui non ci sono limiti. Spazia dalla velocità su pista (nello scorso mese di aprile a Siracusa ha stabilito il record italiano dei 200 mt. con 31.30) alla Mezza Maratona con estrema versatilità.

Una domanda, in chiusura, ci sia permessa. Come mai solo in Sicilia si organizzano gare che vedono la presenza contemporaneamente di atleti paralimpici insieme a quelli normodotati? Perché non si tiene conto anche dei rischi cui vanno incontro questi atleti? Non dovrebbero essere tutelati? Eppure varcando lo Stretto di Messina tutto ciò non accade.

Franco Ciro Lo Re