Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha concluso l’anno con una conferenza stampa con cui ha fatto il punto politico regionale, parlando anche della sua candidatura.
Si registra, intanto, una crisi tra Musumeci e Gianfranco Miccichè, che oltre ad essere il presidente dell’ARS è anche il commissario regionale di Forza Italia, il nodo è tutto per le candidature di Palermo, che andrà al voto nella prossima primavera, e per la Regione, chiamata al voto nell’autunno del 2022.
Ma nei partiti di controdestra, e non va meglio in quelli di centrosinistra, c’è un silenzio che parla di una grande confusione circa la scelta del candidato. Musumeci dal canto suo ha tutta la volontà, legittima, di proseguire il lavoro finora fatto, da uscente non c’è nulla di straordinario nel volersi ricandidare, e su un punto l’attuale governatore ha ragione: non ci sono nomi certi ma solo voci: "Se ci sono candidature alternative si facciano avanti, ho rispetto per tutti. Sarebbe bello se fossimo 3, 4 o 5: è il bello della democrazia. Se ci sono fughe in avanti, però, ognuno si assumerà la responsabilità di ciò che determinerà. Non dimentichiamo che Crocetta è frutto del centrodestra".
Sono i suoi stessi alleati di governo che rendono difficoltosa la ricandidatura, Musumeci questo lo sa bene e si fa avanti il nome di un altro Miccichè, fratello dell’azzurro siciliano, Gaetano, seppure abbiano più volte smentito entrambi. In questa conferenza di fine anno il presidente ha parlato di un centrodestra unito, contro ogni plausibile dubbio, più volte a Roma Musumeci ha incontrato Giorgia Meloni e Matteo Salvini, dall’unità della coalizione passa la riuscita delle prossime elezioni, un controdestra spaccato porterebbe alla sconfitta.
Una cosa va riconosciuta all’attuale governatore, ed è lui stesso a rimarcarla in conferenza stampa, non ha dato vita al ballo degli assessori: “Non ho mai dovuto sostituire 20, 30, 40 o 50 assessori, se la squadra al lavoro rimane quella che è, questo è un segno di unità nella coalizione".
L’accusa di Miccichè a Musumeci è sempre la stessa: mancanza di dialogo e di condivisione, e la prossima riunione di maggioranza è convocata subito dopo Capodanno. Errori che lo stesso governatore ha ammesso: “Perfino mio fratello sento di rado, in compenso mantengo tutti gli impegni”.
Rilancia, insomma, la sua candidatura voluta anche da Marco Falcone e Ruggero Razza, mentre forti critiche arrivano dal Pd a cominciare proprio dal capogruppo dem, Giuseppe Lupo: "Tracciando un bilancio del 2021 Musumeci parla di ‘centrodestra unito’: a giudicare dalle sedute all’Ars contraddistinte da ko del governo e da numerosi rinvii per mancanza di numeri da parte della maggioranza, non si direbbe. Anzi, sono state proprio le lacerazioni nel centrodestra a bloccare, in molti casi, i lavori del parlamento regionale.
In un momento di enorme difficoltà per la Sicilia, dovuto soprattutto all’emergenza Covid – aggiunge Lupo – sarebbero serviti provvedimenti concreti che spesso non sono arrivati proprio a causa delle continue lotte interne alla maggioranza di governo. Per non parlare delle proposte fatte dal PD e dalle opposizioni che non sono neppure state esaminate. Più che parlare di una unità che non c’è, Musumeci dovrebbe dichiarare il ‘mea culpa’ per l’incapacità sua, e della sua maggioranza, nel dare ai siciliani le risposte che attendono”. Infine Lupo bacchetta il governo regionale per il mancato bilancio: “Per il quinto anno consecutivo la Sicilia si ritrova a fine anno senza bilancio né legge finanziaria, e questo governo regionale - che Musumeci si ostina a definire ‘unito’- fino ad oggi non è stato neppure in grado di fare esaminare in tempo utile l’esercizio provvisorio al parlamento. Si ricorre dunque alla ‘gestione provvisoria”.
Anche Luigi Sunseri, deputato del M5S, ha criticato aspramente il governo Musumeci: “Ci troviamo a chiudere l’anno senza un bilancio, neanche provvisorio: centinaia di capitoli vuoti, senza un euro, spesa bloccata, proroghe non concesse (tanto per fare un esempio, i lavoratori dell’ex Aras), stipendi non pagati da mesi (dipendenti di Sicilia Digitale), decreti di cofinanziamento dei fondi europei fermi perché privi di copertura. Una situazione paradossale, che preoccupa molto, non so come si possa dare una giustificazione a tutto questo.
Siamo andati a peggiorare e quest’anno per la prima volta in questa legislatura l’Assemblea, convocata proprio per consentire l’approvazione quantomeno dell’esercizio provvisorio entro la fine dell’anno, non lo ha potuto neanche discutere. Così, andremo in gestione provvisoria. Il governo Musumeci non avrebbe potuto fare di peggio e non potrebbe esserci una conclusione del 2021 più amara di questa, per la Regione e per i siciliani. Non vi è dubbio che questo sia il peggiore governo di tutti i tempi, incapace di provvedere, con la dovuta tempestività, ad adottare gli atti di ordinaria amministrazione. Una vergogna che sopporteremo per poco, perché siamo certi che la disastrosa esperienza di Musumeci non ha più alcun futuro”.