Mazara, con lo ‘scippo’ dell’angiografo aumentano i rischi di malasanità
“Per nulla soddisfatti della vaga promessa dell’acquisto di un ulteriore nuovo angiografo per l’ospedale di Mazara si è fortemente ribadita la richiesta della restituzione immediata per evitare possibili rischi di malasanità”.
ENNESIMA RICHIESTA DEL SINDACATO INFERMIERI – È questa la richiesta principale esposta dal sindacato ‘Nursing-Up’ e da alcune associazioni culturali di Mazara. Un’istanza manifestata direttamente presso il dipartimento regionale per la Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, che ha convocato tali organismi a Palermo, poco prima di natale.
“Dopo la opposizione – scrive il sindacato degli infermieri in una nota inviata agli organi di stampa – avverso la deliberazione n.1197 del 24 novembre 2021 della Azienda sanitaria provinciale di Trapani, presentata all’assessore regionale alla Salute da parte della organizzazione sindacale ‘Nursing-up’, una delegazione composta dal responsabile sindacale Scaturro e da tecnici – in rappresentanza delle associazioni culturali compartecipi – ha incontrato, il 21 dicembre, presso l’assessorato alla Sanità a Palermo, Mario La Rocca”.
OSPEDALE IN DIFFICOLTÀ – “Si è evidenziata la difficoltà – secondo quanto sostenuto dagli autori della nota – in cui versa il presidio ospedaliero di Mazara, da sempre punto di riferimento di tutta la valle del Belice, dopo un decennio di progressiva diaspora di tutti reparti presso altri presidi ospedalieri e un quinquennio di totale chiusura per la ristrutturazione, con enormi disagi inflitti alla popolazione, non ultimo l’allocazione, per primo in provincia, del reparto covid che ha rallentato, e in qualche caso impedito, lo svolgimento delle attività ospedaliere”.
35 MILIONI PER UN PRIMO LIVELLO SOLO SULLA CARTA – Per gli organismi associati in questa ulteriore tappa di questa lotta sanitaria i “35 milioni di euro spesi per ottenere forse il più moderno ospedale siciliano” avrebbero portato “di fatto” ad una “classificazione a DEA di 1° livello” che “si è concretizzata soltanto sulla carta, mancando ancora l’attivazione della Unità Operativa Complessa di Rianimazione, l’adeguato riconoscimento della U. O. C. di Chirurgia (stante i migliori numeri e la migliore qualità degli interventi eseguiti rispetto ai benchmarks di riferimento), il mancato ritorno all’Abele Aiello di reparti quali ortopedia, oculistica, psichiatria etc.”.
L’ANGIOGRAFO ‘MIGRATO’ PER NON FUNZIONARE – “A ciò – continuano gli scriventi – si aggiunga l’inopinato dirottamento presso l’ospedale di Castelvetrano” dell’angiografo ‘migrante’, come lo abbiamo ribattezzato noi di Tp24.it – “richiesto e acquistato per Mazara per l’attività di impiantistica di pace-maker (storicamente uno dei centri più qualificati in Sicilia) che espone operatori e paziente a notevoli rischi, dovendo continuare ad utilizzare uno strumento vetusto e soggetto a continui guasti. Si è ribadito – concludono sindacato ed associazioni – che rimane inspiegabile ed incomprensibile il mancato utilizzo a Castelvetrano dell’Angiografo, in attesa che vengano eseguiti i complessi lavori di adeguamento di locali idonei, dove allocarlo, e si proceda al reclutamento del personale necessario al corretto funzionamento h 24, per la creazione di una ipotetica unità di Emodinamica”.
Alessandro Accardo Palumbo
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