Dal 21 giugno al 6 luglio 2026 Linosa torna al centro del Mediterraneo non per la stagione turistica, ma per un progetto di ricostruzione ambientale e culturale. Si chiama “Ricucire 2026” ed è l’iniziativa nata dopo il passaggio del ciclone Harry, che lo scorso 20 gennaio ha colpito l’isola con onde oltre i 12 metri, provocando gravi danni alla costa, agli approdi e agli ecosistemi naturali.
Un evento estremo che ha segnato profondamente la piccola comunità di Linosa, dove vivono poco più di quattrocento abitanti e dove il mare rappresenta insieme risorsa e fragilità. Lo Scalo Vecchio, uno dei due approdi dell’isola, risulta ancora danneggiato, mentre tratti di costa, sentieri e habitat naturali sono stati in larga parte compromessi.
Tre cantieri ambientali per la rinascita
Il cuore del progetto è un campo di lavoro volontario articolato su tre interventi principali: rimozione dei detriti lungo le coste, ripristino della vegetazione mediterranea e recupero dei sentieri e delle aree naturalistiche danneggiate.
Tra i luoghi più colpiti anche Cala Pozzolana di Ponente, area di nidificazione della Caretta caretta, dove l’azione dei volontari sarà mirata alla tutela dell’habitat naturale.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il biologo naturalista Dario D’Emanuele, fondatore dell’associazione Nereidee Linosa APS, e la scrittrice Claudia Lanteri, con il sostegno del comitato degli isolani e delle risorse raccolte tramite crowdfunding dopo il ciclone.
Sono attesi sull’isola circa cento partecipanti tra volontari, artisti e operatori culturali.
Cultura come forma di ricostruzione
Accanto ai lavori ambientali, “Ricucire” propone ogni sera un programma culturale aperto alla comunità: incontri letterari, spettacoli teatrali, laboratori e proiezioni.
Tra gli ospiti figurano lo scrittore Giosuè Calaciura, l’attore e regista Gianluigi Gherzi, e l’attrice Lia Ceravolo. La serata inaugurale del 21 giugno vedrà anche la partecipazione del progetto musicale Lero Lero, con Alessio Bondì e Fabio Rizzo.
Il programma include inoltre laboratori artistici con Blanche Bonnet e lo scultore Piero Zambuto, una mostra fotografica a cura di Alessandra Klimciuk, un laboratorio sui cambiamenti climatici con l’associazione A Sud, e una passeggiata archeologica con la studiosa Maria Concetta Parello.
Prevista anche la proiezione del film Sciatunostro di Leandro Picarella e un’assemblea progettuale con Biblioteche senza Frontiere.
Una rete culturale per un’isola fragile
Il progetto, patrocinato dal Comune di Lampedusa e Linosa, nasce anche grazie a una rete di festival, case editrici e realtà artistiche che hanno sostenuto singoli appuntamenti, creando un modello di collaborazione diffusa tra territori e istituzioni culturali.
«Linosa non è un luogo che il turismo può consumare e abbandonare», afferma Claudia Lanteri. «È una comunità che vive di relazione e memoria. Questo festival non è un evento, ma un processo condiviso».
“Ricucire 2026” si presenta così come un esperimento unico nel suo genere: unire lavoro ambientale e produzione culturale, anticipando la stagione estiva per trasformare la cura del territorio in un gesto collettivo e continuo, oltre i tempi del turismo e dell’emergenza.